100 e passa giorni di Boris Johnson sindaco di Londra

Scritto da: il 29.08.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Dopo le sue vacanze in Sardegna ai primi di agosto, il sindaco di Londra Boris Johnson è volato in Cina a raccogliere il vessillo del Cio in vista dell’edizione britannica delle Olimpiadi, nel 2012. Ormai sono passati oltre cento giorni dall’inizio del mandato londinese di questo assai originale personaggio che alcuni cominciano ad indicare come possibile modello di riferimento per il repubblicano statunitense del futuro (nonostante l’endorsement al democratico Barack Obama), tanto da farne addirittura il nome quale possibile – prima o poi – inquilino della Casa Bianca (è nato in America, a New York, quindi, tecnicamente, nulla osta …). Il che avrebbe dello stupefacente, considerata anche la parentela con la famiglia reale inglese (il suo nome completo è Alexander Boris de Pfeffel Johnson).

Più di cento giorni sono passati, dicevamo, da quando è entrato in carica come sindaco. Un tempo trascorso in provocazioni piccole e grandi, polemiche (tipo lo scontro non il capo della polizia, sir Ian Blair), qualche dimissione (tipo quella del suo vice, Ray Lewis, travolto da uno scandalo) ed alcuni successi (tipo il divieto di bere alcol sui mezzi pubblici, prima accolto con rabbia e poi “digerito” dalla gente).

Ma sarà sulla criminalità giovanile, dilagante a Londra come nel resto dell’Inghilterra, il vero banco di prova di Johnson. Ha promesso tolleranza zero. Vedremo i risultati. A Cameron, leader del Partito Conservatore e probabile futuro premier, chiede di ripartire proprio da Londra per “testare” le politiche anti disagio giovanile al vaglio dai think tank di area. Come il gettonatissimo Policy Exchange.

Più in generale, vedremo come sarà la Gran Bretagna a guida Cameron. Perché è chiaro che il Partito Laburista non potrà certo vincere le prossime elezioni dopo il mezzo disatro rappresentato dal governo Brown, ottimo come cancelliere dello scacchiere, ma al momento pessimo come premier.

Quanto a Johnson, il tempo gioca a suo favore. Per il latinista ex direttore dello Spectator non c’è fretta. Né in Patria per prendere un giorno la leadership dei conservatori, né negli States, per un eventuale ruolo che al momento pare interessare soltanto chi tratteggia scenari di fantapolitica.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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