2008-2009: un bilancio, alcune previsioni

Scritto da: il 01.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

L’anno che si è appena chiuso è stato senza dubbio l’anno di Barack Obama, il primo afroamericano ad essere eletto alla Casa Bianca. Il candidato democratico ha portato avanti una strategia di comunicazione strepitosa, che il fido consigliere David Axelrod ha ideato e condotto in maniera esemplare fino alla vittoria a valanga su John McCain il 4 di novembre scorso.

A livello simbolico il cambiamento è certo epocale. Vedremo se il democratico che ha incantato il mondo saprà anche governarlo.

Ma il 2008 è stato anche l’anno dell’esplodere della crisi economica globale, che di certo nel 2009 si radicalizzerà. Il crac di Lehman Brothers e la crisi dei colossi dell’auto di Detroit non mancheranno di avere strascichi velenosissimi ancora per molto tempo e le conseguenze sulle vite di tutti noi purtroppo si faranno sentire sempre più.

Di rilievo, per quanto i media l’abbiano quasi ignorata, è stata poi la scomparsa, venerdì 5 dicembre scorso, di Alessio II, il patriarca di Mosca, ossia il “papa” ortodosso. L’estone che era giunto a capo della Chiesa russa era un raffinato teologo ed un politico di polso. Per la successione i favoriti sembrano essere il metropolita ultraconservatore Kliment di Kaluga, il reggente Kirill, il metropolita Yuvenaly di Krutitsky e Kolomna e il metropolita bielorusso Filarete di Minsk.

Chiunque sarà il nuovo patriarca di Mosca, lo attende un compito improbo: la guida spirituale dei cittadini di una ex superpotenza che sta facendo di tutto per tornare ad essere tale, mescolando ultraliberismo e Stato forte, interessi mafiosi e potere petrolifero in un mix nichilista che ne sta atomizzando la società.

Il 2008 appena finito ha visto poi il drammatico riacutizzarsi dello scontro fra Hamas ed Israele, con lo Stato ebraico che sembrerebbe intenzionato a chiudere una volta per tutte la partita con il movimento integralista, anche se è certo più facile a dirsi che a farsi.

Per il 2009 che cosa ci si può ragionevolmente attendere? Quello appena iniziato sarà con ogni probabilità un anno terribile, ancora più del precedente. Perché la crisi globale non rientrerà di certo a breve e vi saranno altri crack di colossi, americani e non solo.

Il presidente statunitense eletto, che si insedierà il 20 gennaio, sarà da subito gettato nella mischia con un conflitto in Terra Santa da gestire ed un frangente economico che così ingarbugliato non si vedeva da ottant’anni precisi.

In Europa, dove a giugno si voterà per il rinnovo del Parlamento comunitario, desta grande preoccupazione il clima incandescente nelle periferie metropolitane. I gravi disordini di dicembre a Malmoe, in Svezia, fra immigrati (anche di seconda generazione) e polizia potrebbero ripetersi ed allargarsi nel Continente, imponendo nell’agenda dei governi il tema dei rapporti fra stranieri con scarsa voglia di integrazione ed Istituzioni dei Paesi ospitanti.

Sorvegliata speciale è poi la Russia, che ai sogni di grandezza di Putin alterna bruschi risvegli in una realtà ancora assai distante dagli standard di sviluppo europei ed americani. Vicenda caucasica e scontro – per ora solo diplomatico – per la sovranità sul acque del Polo Nord saranno cartine di tornasole importanti al fine di valutare l’affidabilità di un partner che la logica vorrebbe fosse quanto prima cooptato in quell’Occidente che da Mosca si guarda con sempre maggior diffidenza.

Il terrorismo islamista, dopo l’operazione di Bombay-Mumbai a fine novembre, tenterà di certo almeno un altro grosso colpo mediatico ed occorrerà tenere ben altra la guardia, onde almeno limitare i danni.

Nel complesso, il 2009 si preannuncia assai peggiore del 2008, sia da un punto di vista economico che geopolitico e la tenuta dell’Occidente dipenderà quindi tutta da Barack Obama. Se il votatissimo democratico si rivelerà una delusione, come personalmente temo, il mondo si addentrerà sempre più in una crisi globale dalla davvero difficile risoluzione. Sarò incorreggibile, ma mi sarei sentito più sicuro con la coppia McCain-Palin alla Casa Bianca.

Il patriarca di Mosca Alessio II, deceduto il 5 dicembre scorso
Il patriarca di Mosca Alessio II, deceduto il 5 dicembre scorso
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