“2012″, l’apoteosi del nichilismo (che però apre alla Speranza)

Scritto da: il 23.11.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il tedesco Roland Emmerich, da anni ormai in pianta stabile negli Usa, è indiscutibilmente il regista più portato al genere catastrofico che vi sia in circolazione. E 2012, da poco nelle sale, è di sicuro il suo capolavoro nichilista, un film destinato a divenire un cult per gli appassionati del genere, nonché un must fino al fatidico 21 dicembre 2012, data dopo la quale il mondo continuerà ad esserci come sempre e ci si dimenticherà in fretta della profezia del Maya e della marea di cose dette e scritte in merito (alcune anche intelligenti, per carità, ma annegate in una marea di ciarpame millennaristico che offende il millennarismo serio).

Quello che colpisce sempre nei film di Emmerich è la straordinarietà degli effetti speciali. Lo si era visto in The Day After Tomorrow (2004) e 2012 lo conferma in pieno. Il film fa riflettere (ma non troppo) e da un punto di vista estetico è godibilissimo.

L’ansia della fine che pervade i lavori di Emmerich è lodevole in un mondo ultramaterialista che relega “le cose ultime” in spazi più che angusti, ma l’happy end a tutti i costi francamente rischia di rovinare delle pellicole pregevoli sotto tanti punti di vista (ottimo il cast di 2012 ed ottima anche la fotografia, pessime, di contro, alcune forzature superomistiche sui protagonisti, costretti ad evoluzioni da truppe d’assalto troppo improbabili).

Insomma, il techno-millennarismo del regista tedesco, ovvero il millennarismo filtrato da soluzioni davvero d’avanguardia per quel che riguarda gli effetti speciali, è certo interessante e riempie le sale nel mondo intero, ma in tutta sincerità attendiamo Emmerich alla prova di un film diverso, per capire se la sua maestria non si esaurisca tutta nel confezionare scene di disastri su scala planetaria.

poster_2012

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