30′anni fa la strage di Bologna

Scritto da: il 02.08.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il 2 agosto 1980, alle ore 10.25,  esplodeva una bomba alla stazione di Bologna, all’epoca città “rossa” per eccellenza in Italia, simbolo delle ottime capacità amministrative del Partito Comunista Italiano, in grado di coniugare sviluppo industriale e umano ovunque governasse a livello locale.
Sono passati 30′anni ed ancora si brancola nel buio in merito ai reali responsabili di quelle 85 vite spezzate. Paradossale, per inciso, che l’unica sentenza passata in giudicato nei vari processi per le stragi in Italia durante il cosiddetto periodo della strategia della tensione veda condannati, appunto per l’eccidio di Bologna, Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti, sulla cui colpevolezza è lecito porsi qualche grosso dubbio storico.

Oggi nessun rappresentante del governo sarà all’annuale commemorazione. E da più parti si ascoltano singolari ricostruzioni, anche inerenti una fatalità all’origine dell’esplosione. Mi sembra di sentire le parole di Licio Gelli, da me intervistato poco più che ragazzo. Era il 1995 e, in procinto di partire per un lungo soggiorno all’estero, lavoravo per il settimanale Rosso e Nero, bell’esperimento giornalistico trasversale, una sorta di filiazione pescarese de I Siciliani del compianto Pippo Fava.

Incontrai due volte in pochi mesi il “venerabile” nella sua abitazione di Arezzo, la celebre Villa Wanda. Mi parlò di un mozzicone di sigaretta finito per caso su di una valigia che trasportava esplosivo a Bologna per la strage del 2 agosto. Nonché di una avaria tecnica per il disastro aereo di Ustica. Ironicamente il mio direttore titolò Avaria Italia. Mi vengono i brividi a sentire oggi che qualcuno possa ritenere minimamente attendibili simili ricostruzioni …

La stazione di Bologna come appariva appena dopo l'esplosione del 2 agosto 1980

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