Abolizione degli studi di settore, ottima proposta del Pd

Scritto da: il 10.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Alla dichiarazione del premier Silvio Berlusconi sulla necessità, invero pressante, di una riforma fiscale per il nostro Paese (il Cav. avrebbe in mente una radicale semplificazione, con due sole aliquote Irpef al 23 e 33%) il Partito Democratico ha replicato parlando dell’esigenza di abolire gli studi di settore.
Ottime entrambe le proposte. E, per inciso, è uno splendido segnale che i democratici si dicano favorevoli ad una assurda iniquità come gli studi di settore, che nemmeno uno statalista incallito come me riesce a difendere.

Nel 2001, dopo un po’ di riforme fiscali serie fatte dagli Stati baltici, la Russia di Putin ha stupito tutti adottando dall’oggi al domani una flat tax con aliquota al 13%, più bassa di ben 4 punti rispetto a quella suggerita nel 1996 dal miliardario candidato alla presidenza americana Steve Forbes. La proposta di Forbes di un’aliquota unica al 17% aveva a suo tempo suscitato molto scandalo, ma appena 5 anni dopo la riforma di Putin l’ha superata di gran lunga con buoni risultati, abbattendo l’evasione.

Steve Forbes

Steve Forbes

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