Agonia del Sud Italia: le colpe dei meridionali, quelle dello Stato

Scritto da: il 27.10.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Era ora che il Paese si svegliasse e qualcuno si interrogasse a fondo sulla reale natura del cancro che divora più di metà del suo territorio. Ha dato il via ieri Angelo Panebianco sul Corriere della Sera con il suo editoriale Classe (per nulla) dirigente: «Il vero dramma del Mezzogiorno – scrive il politologo bolognese – non consiste nei gravissimi problemi che lo attanagliano. Consiste nel fatto che le sue classi dirigenti (politici, imprenditori, professionisti, intellettuali) siano incapaci di cercare soluzioni e rimedi». Una tesi forte che condivido in pieno, pur conoscendo più di un paio di ottime eccezioni che operano in Sicilia.

Panebianco analizza la crisi, che è sì politica, ma anche molto sociale, che sta uccidendo il Meridione d’Italia e le sue conclusioni sono devastanti. «La democrazia – spiega il pensatore liberale – è servita al Sud, più che per curarsi degli antichi vizi, per accrescere il proprio potere contrattuale nei confronti dello Stato e delle regioni più sviluppate [...] Senza il Sud non si vincono le elezioni nazionali e questo dà a chi difende il Mezzogiorno così come è oggi una fondamentale arma di ricatto nei confronti di qualunque coalizione politica nazionale, di destra o di sinistra che sia». Per Panebianco, «non si può avere una questione meridionale perenne: alla lunga, si finisce per disfare ciò che il Risorgimento ha creato». Da qui l’invito a superare la sterile visione dell’Unità nazionale vista «come il frutto di un’odiosa colonizzazione», perché «questa forma di autoassoluzione, condita di leggende nere sull’unità d’Italia è, da sempre, la maledizione del Sud. Se non se ne libererà non cambierà mai nulla».

I bravissimi colleghi de il Velino hanno fatto poi crescere il dibattito, con tutta una serie di interventi di grande interesse. Dal canto mio posso solo rincarare la dose, evidenziando come il problema della mancanza di know how di cui scrive Panebianco non riguardi solo la pseudo classe dirigente del Sud, ma l’intera società, (auto)relegata(si) 30′anni indietro rispetto al resto d’Europa. Una microcriminalità asfissiante (ben peggiore della Mafia classica) ed un diffuso sprezzo delle più elementari regole di convivenza civile fanno il resto, disegnando il quadro di un Meridione d’Italia davvero in agonia.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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