Alcune (altre) considerazioni su Sarah Palin

Scritto da: il 08.09.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Confesso che davvero non ho una idea ben chiara sulla Sarah Palin. Rimbalzo fra l’ammirazione per talune sue posizioni forti ed il disappunto per alcune scelte private che ritengo ben opinabili (chi porta a termine una gravidanza sapendo che il proprio figlio sarà affetto dalla sindrome down è coraggioso o incosciente, un eroe o un criminale?) e, soprattutto, per quest’aura da “orgoglio coatto” che ormai le stanno incollando addosso.

In effetti finora i Palin sono sembrati parecchio garbati tutti, ma aver accettato in famiglia un ragazzino che non si vergogna di definirsi un redneck, anzi caldeggiare il matrimonio della giovane figlia incinta con siffatto virgulto mi sembra davvero inappropriato. Scelte private, per carità, ma le scelte private di chi pretende di governare il mondo sono un po’ meno private delle nostre, sia chiaro. Non foss’altro per l’effetto emulazione che possono avere.

Venendo a questioni più squisitamente politiche, a me la Palin piace, sono sincero. Avrei preferito Romney, l’ho detto e scritto più volte, ma a me questa governatrice di uno Stato di frontiera a pelle piace proprio. Non ritengo sposterà molti voti a favore di McCain (ripeto, la destra religiosa voterebbe comunque compatta McCain contro Obama), ma ritengo che possa essere una buona vicepresidente. Magari risulterà essere un grande oratore stracciando Biden nei confronti tv (ed allora sì che di voti a McCain ne porterebbe), ma ad oggi credo che il suo apporto “numerico” sia irrilevante. In ogni caso ha carisma, è indubbio …

La Palin viene dal mondo pressoché sconosciuto del northern exposure, un luogo estremo dove davvero l’ambiente tempra il fisico e forma il carattere e la psiche. Ossia l’anima … È sicuramente una combattente, una classica donna di frontiera chiamata due anni fa a governare l’Alaska (la cui capitale non è Anchorage, come molti erroneamente credono, ma Juneau, poco più di 30mila abitanti, raggiungibile solo in aereo o in barca, perché non vi sono autostrade che arrivino fin lì), una lastra di ghiaccio e permafrost.

La sua esperienza amministrativa è scarsa? Non direi, è media, al limite. Ma di certo per governare il mondo di oggi e, soprattutto, il mondo che verrà (perché la minaccia islamista è sempre più virulenta ed il nuovo presidente pachistano, Zardari, farà presto rimpiangere Musharraf), occorre un polso d’acciaio. E questo Sarah Heath Palin c’è l’ha. Più che d’acciaio: di cromomolibdeno …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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