Alcune considerazioni sul 2009 italiano e catanese

Scritto da: il 05.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Sul fatto che da un punto di vista economico il 2009 sarà per il nostro Paese un anno di lacrime e sangue non vi sono dubbi, vista l’assoluta concordanza fra gli esperti ed il comun sentire della gente. Vediamo quindi di avanzare qualche ipotesi sul versante politico, considerato come l’anno preveda un importantissimo appuntamento elettorale.

In questo 2009 appena iniziato, infatti, si voterà per il rinnovo del Parlamento europeo e non mancheranno di certo le sorprese.

Dopo tanto parlare di riscrittura della legge elettorale per le europee, alla fine non ci sono i tempi tecnici e si andrà quindi a votare con il vecchio caro sistema proporzionale puro (pur se ingarbugliato da meccanismi di assegnazione dei seggi alquanto strani). Il che, a ben vedere, è il più deflagrante dei siluri che il premier Silvio Berlusconi ha recentemente indirizzato al capo dell’opposizione, Walter Veltroni.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Infatti, senza la tanto auspicata (dal Pd) soglia di sbarramento (al 3% o al 5%, ma nei mesi scorsi si è davvero detto di tutto, in un tripudio di desiderata in merito sommamente antidemocratici, con Veltroni a tentare di ripetere per Strasburgo la stessa operazione che a Roma gli ha consentito ad aprile di eliminare dal Parlamento qualsiasi formazione alla sua sinistra), è praticamente certa la resurrezione di partiti quale Rifordazione Comunista e Pdci. E fors’anche del Partito Socialista. Tutte formazioni, insomma, che eroderanno consensi al Pd.

I democratici vivono una fase davvero convulsa della loro giovane storia. Gli scandali campani ed abruzzesi, infatti, non faranno certo guadagnare voti e l’impressione è che la flessione a giugno possa anche essere netta, nell’ordine di un 4-5% dei consensi avuti ad aprile 2008.

Insomma, dal 33.17% delle politiche il Pd rischia di rotolare al 28-29%. Il che porrebbe in estate il problema della leadership. Perché dopo un simile tracollo Massimo D’Alema sicuramente chiderebbe la testa di Veltroni e potrebbe anche prenderne il posto come segretario democratico.

Quanto all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, il discorso è complesso. La crescita della formazione giustizialista è costante, ma lo scandalo in cui è incappato Cristiano Di Pietro, figlio dell’ex pm, non potrà non far sentire il suo peso. Più in generale, si può dire che Di Pietro stia già cominciando a pagare lo scotto di una pessima selezione della classe dirigente del suo movimento. Forse è presto per dirlo, ma non è da escludersi che la fase di espansione dei consensi per l’Idv si sia già conclusa.

Sull’opposto versante, La Destra di Francesco Storace e Nello Musumeci rischia di essere la sorpresa europea più grossa. Di certo il Pdl terrà rispetto alle politiche di aprile, ma la diversa legge elettorale potrebbe consentire alla formazione conservatrice di portare alcuni deputati (da uno a tre) a Strasburgo.

E qui le vicende nazionali si incrociano con quelle etnee. Perchè la punta di diamante de La Destra da un punto di vista di consenso elettorale è senza dubbio il catanese Nello Musumeci, vicesegretario nazionale della formazione tradizionalista.

Presentadosi alle elezioni europee in un momento, come l’attuale, di grande feeling con Catania e la Sicilia, Musumeci potrebbe avere un risultato assolutamente clamoroso. Dai circa 120 mila voti di 5 anni fa il politico etneo potrebbe giungere a numeri dai 140 ai 180 mila, se non addirittura oltre. Forse è ancora presto per una simile previsione, ma la sensazione che si ha a Catania è quella di una esplosione di consensi senza precedenti per il rispettatissimo ex presidente della Provincia, che raccoglie simpatie e voti assolutamente trasversali, dalla destra all’estrema sinistra.

Va da sé che una simile vittoria di Musumeci non potrebbe non avere pesanti ripercussioni sulla politica catanese tout court, aprendo inevitabilmente un confronto dentro il centrodestra siciliano su come utilizzare al meglio un’alleanza così di peso.

Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra
Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra

Quanto al Pd dell’Isola, è chiaro che le Europee 2009 sono una sorta di ultima spiaggia per la classe dirigente regionale. L’erosione che si prevede a livello nazionale si sentirà di meno a livello siciliano perché vi è meno da erodere (visti i risibili esiti del partito ad aprile e giugno), ma in caso di ulteriore emorragia di consensi è chiaro che gli attuali vertici dovrebbero giocoforza lasciare gli incarichi ai quali sono avvinghiati da troppo tempo.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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