Alcune considerazioni sul crollo delle azioni Fiat

Scritto da: il 23.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Ieri Fiat ha perso alla Borsa di Milano il 14.55%. E questo il giorno dopo l’ottimo accordo chiuso per acquisire praticamente a costo zero il 35% dell’americana Chrysler.

Che cosa è accaduto? Intanto il cda del Lingotto, presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, ha deciso di non procedere all’assegnazione dell’usuale dividendo per le azioni ordinarie (solo alle risparmio sarà staccato). Epoi ci sono i dati ufficiali sul 2008. La Fiat ha chiuso lo scorso anno con un utile di 1.7 miliardi di euro (in calo quindi del 16.2% rispetto al 2007) ed un fatturato di 59 miliardi di euro.

Comprensibilmente (ma mica tanto, visto che quello illustrato ieri è il miglior esercizio nella storia dell’azienda) il titolo a piazza Affari è crollato, dopo essere stato più volte sospeso per eccesso di ribasso, ma la sola spiegazione della comunicazione dei dati 2008 non basta a mio avviso a spiegare il brutto tonfo.

A parte la sempre più evidente irrazionalità dei mercati, fattore da tenere in considerazione, probabilmente gli investitori stanno cominicando a ragionare su di un particolare non di poco conto che ieri casualmente avevo tirato fuori in un commento qui sul blog: nei prossimi mesi la casa torinese ha in scadenza finanziamenti per più o meno 10 miliardi di euro.

Un manager come Marchionne saprà meglio di chiunque altro come gestire il passaggio, ma da qualsiasi parte lo si voglia guardare questo rimane comunque assai delicato, soprattutto nell’attuale contesto di crisi globale. E gli investitori, piccoli o grandi che siano, lo sanno bene.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple