Bitter London, ovvero sul crollo della sinistra globale

Scritto da: il 08.05.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La sconfitta del New Labour a guida Brown alle amministrative britanniche di qualche giorno fa sta provocando un terremoto nell’arcipelago progressista occidentale. Già la leadership di Brown era messa in discussione prima, figuriamoci ora.
In ogni caso, a prescindere da Brown, quel che preoccupa è la sempre più evidente incapacità della sinistra (termine inutile, al pari di destra, ma che per comodità tutti siam costretti ad utilizzare) di comprendere il Reale. Di comprendere, ad esempio, come ormai per l’elettore sicurezza ed ordine pubblico siano priorità assolute.
Boris Johnson a Londra ha vinto su questi temi. Certo, su traffico e trasporti non la pensa in maniera molto diversa da Livingstone. Ci saremmo aspettati l’abolizione dell’odiosa “congestion-charge” (8 sterline per circolare in centro con l’auto, in pratica una sciocchezza per i ricchi, una somma seria per ogni onesto lavoratore), ma almeno sulla criminalità Johnson ha idee chiare.
La questione però è forse un po’ più profonda. Il sospetto di alcuni analisti è infatti che a sinistra si stia esaurendo una funzione storica. La società muta in maniera rapidissima, è ormai “liquida”, per dirla con Zygmunt Bauman. E non è detto che i partiti storici riescano più ad incarnarne interessi e desideri.
Si legge in un editoriale del Foglio di Giuliano Ferrara del 4 maggio: «Il problema delle sinistre europee è quello di trovare una funzione, un linguaggio, delle leadership non più prigioniere di uno schema di pensiero tipico della società industriale e delle sue classi. Quello che Blair aveva fatto e i suoi eredi hanno sperperato in pochi mesi» … Vero. Profondamente vero. Non amo i riformisti alla Blair, per non parlare di quelli alla Schroeder. Ma l’analisi del Foglio mi sembra corretta. Da rifletterci su a lungo. Nel centrosinistra, come nella sinistra più radicale …

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