Ancora sul crollo Fiat in Borsa

Scritto da: il 24.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Nella settimana borsistica che si è chiusa ieri la Fiat ha perso più del 22% del suo valore, bruciando oltre un miliardo di euro di capitalizzazione. Gli analisti, comunque, hanno promosso i conti 2008 presentati giovedì dal cda, ma certo guardano con qualche perplessità al 2009. I timori per il debito (5.9 miliardi di euro), nonostante il pronto intervento di un pool di banche (Intesa-San Paolo e UniCredit in prima fila), fa prevedere ulteriori ribassi sul titolo, ormai al di sotto dei 4 euro.

C’è anche da dire che, dopo l’allarme di Moody’s, Standard and Poor’s ha messo il rating della Fiat sotto controllo. In che non è mai un buon segnale.

In tale contesto, diviene fondamentale per Sergio Marchionne (che dopo anni di elogi sperticati comincia ad incassare anche qualche critica) l’appuntamento di martedì con Silvio Berlusconi. I due si vedranno per studiare una soluzione al difficile momento della casa torinese.

C’è da scommeterci che toccherà come sempre agli italiani mettere mano al portafogli per aiutare la Fiat, ma, del resto, se lo si è fatto in anni di gestione davvero poco accorta, perché non lo si dovrebbe fare ora che al timone, pardon, al volante del Lingotto c’è un manager eccezionale come Marchionne?

Ed ancora, se si è voluto salvare a tutti i costi un carrozzone inutile come Alitalia perché mai non tendere la mano ad un’azienda che è pur sempre uno dei vanti della nostra nazione?

Nella speranza che si concretizzi quanto prima il rumor che la vorrebbe in trattative per una fusione con la francese Peugeot. Dopo quello con Chrysler sarebbe un colpaccio davvero storico …

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne
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