Approvato il bilancio Ue

Scritto da: il 16.12.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha finalmente adottato il bilancio generale Ue per l’anno finanziario 2011. Gli europarlamentari, dopo essersi accapigliati per mesi, hanno approvato a larga maggioranza gli importi proposti dalla Commissione nel nuovo progetto di bilancio, presentato il 26 novembre, ossia 141.8 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e 126.5 miliardi in pagamenti.

Nonostante il difficile momento di grave crisi economica globale, i due rami dell’autorità di bilancio europea hanno quindi deciso in maniera si può dire responsabile di trovare un accordo, evitando l’applicazione del regime dei dodicesimi e proponendo, al contempo, un aumento degli impegni di pagamento del 2.91 % rispetto al bilancio 2010.

In effetti, le cifre del nuovo bilancio rispecchiano in toto l’accordo informale che era stato raggiunto durante la Conciliazione, accordo con il quale il Parlamento aveva ottenuto il 100 % degli aumenti sulle linee indicate come prioritarie nel voto della sessione plenaria di ottobre: ricerca, istruzione, gioventù, mobilità, processo di pace in Medio Oriente e Palestina.

Durante i negoziati per il bilancio, il Parlamento aveva anche sollevato anche una serie di questioni politiche inerenti l’implementazione delle disposizioni di bilancio contenute nel Trattato di Lisbona e, in particolare, le norme che prevedono il pieno coinvolgimento del Parlamento nella futura discussione sulla revisione delle prospettive finanziarie.

Dopo un lungo ed acceso negoziato, cominciato il 27 ottobre, la delegazione del Parlamento ha ottenuto un accordo che prevede un impegno delle prossime 4 presidenze di turno (Ungheria, Polonia, Danimarca e Cipro) sul suo coinvolgimento nel prossimo dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale. Resta irrisolta, invece, la questione della mobilitazione del meccanismo di flessibilità sopra lo 0.03 % dell’Rnl a maggioranza qualificata (e non all’unanimità), per finanziare le spese improvvise o le nuove competenze comunitarie riconosciute all’Ue dal Trattato di Lisbona.

Gli Stati membri dell’Unione Europea

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