Armao Day

Scritto da: il 09.11.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Comincia in ritardo l’odierno tour catanese di Gaetano Armao ed il ritardo, sia sa, per un politico, sebbene in prestito come l’amministrativista palermitano, ha sempre un effetto domino. La mezz’ora alla Camera di Commercio sulle schedulate 09.30 diventa oltre un’ora al Comune (dove Armao alle 10.30 era atteso per presentare l’ExpoBit) ed oltre una e mezza all’Esa (ma i sindacalisti siciliani, si sa, hanno una pazienza davvero Giobbe style …)!

L’incontro realmente importante dell’assessore all’Economia era comunque quello in Camera di Commercio, con gli imprenditori etnei ed i vertici camerali. Un incontro nel quale Armao ha presentato la nuova finanziaria regionale. In verità, l’occasione è stata più che altro sfruttata per portare un profondo attacco al federalismo prossimo venturo di cui gli autonomisti siciliani (come pure tanti altri politici meridionali e meridionalisti) hanno un terrore palpabile. E non a torto, visto che, imposto com’è stato dalla Lega Nord, di certo dirotterà risorse a Settentrione a scapito del sempre più (colpevolmente, sia chiaro) derelitto Sud. Una pura e semplice questione di forza economico-politica che Armao giudica «inaccettabile», non spiegando affatto però, nell’usare tale aggettivo, che cosa farà la Regione Siciliana per contrastare l’ormai inarrestabile trend. In parole più semplici: in quali forme si estrinsecherà la «non accettazione» del federalismo da parte della junta, pardon, giunta siciliana? Federalismo che l’anno scorso, non dimentichiamolo, è stato approvato e votato dagli uomini dell’Mpa in Parlamento.

Quanto ai numeri presentati da Armao, l’assessore ha parlato di una finanziaria con 700 milioni di euro di tagli (di cui circa 200 milioni ottenuti dai minori trasferimenti previsti per Comuni e Province) e 350 milioni di investimenti sempre per Comuni, Province ed imprese. Investimenti, ci tiene a precisarlo Armao «con funzione anticiclica».

Ma (ben) altri numeri, assai più dolenti, sono stati fatti dall’assessore. Come quelli relativi i 5 miliardi circa di debiti della Regione ed il miliardo e mezzo/2 miliardi di deficit strutturale annuo siciliano. Cifre che sottolineano una situazione al collasso che nessuna dismissione e nessun processo di semplificazione potrà evitare. Anche perché al fondo, ed è ogni giorno più evidente, a Palazzo d’Orléans non sembra proprio esservi nessuna strategia economica, ma solo un eccesso di tattica politica. Del tutto inutile per l’Isola. Anzi, oltremodo dannoso.

Le 9 province della Sicilia

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