“Baciami ancora”, il solito intollerabile Muccino

Scritto da: il 31.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Se a quest’ora praticamente del mattino sono ancora sveglio a scrivere è solo colpa di Gabriele Muccino e del suo pessimo Baciami ancora. Visto in nottata a Siracusa, ha avuto bisogno come antidoto qualche ora di godimento casalingo del backstage del primo Iron Man di Jon Favreau (regista immenso che adoro!) a mo’ di disintossicante  dopo 2 ore e 20 minuti di banale retorica semplicemente letale.

Alcune prime considerazioni al volo? 1) Giovanna Mezzogiono ha fatto benissimo a non voler avere nulla a che fare con questo inutile e imbarazzante sequel de L’ultimo bacio, che già nel 2001 non mi aveva affatto entusiasmato, nonostante il successo di pubblico. 2) La zita il prossimo film da vedere insieme lo sceglierà nel 3000 …

Sul film, poco (molto poco) da dire. Trama insulsa, personaggi bolsi oltre misura, anche se, onore al merito, ottimamente interpretati da un cast davvero eccellente.
Un narcos de noantri beccato al suo primo trasbordo di cocaina dalla Colombia esce di galera e rientra in Italia dopo 10 anni di assenza, portando (+/-) scompiglio nelle già oltremodo scompigliate vite dei suoi amici storici. Tutti 40enni moralmente fallitoni e paranoici. Irresponsabili, depressi, patetici, incapaci di gestire desideri, rabbie, emozioni. Dei bambini di 40′anni, in sintesi estrema. Spaccato fedele della società italiana di oggi, comunque, che Muccino sa indubbiamente dipingere. Contro natura, perversa e pervertita. Perché, sia chiaro, “accollarsi” il figlio che la propria moglie ha fatto con l’amante è innaturale, altro che l’omosessualità che tanto indigna certi mentecatti.

Sarò cinico e volgare, ma durante tutta la proiezione del film mi sono incessantemente chiesto una sola cosa: ma perché chi ha un tale vuoto interiore non se lo fa mettere in culo, così da riempirlo? Traduco in termini meno rozzi: certe paranoie  come quelle viste in questo film se le può permettere solo chi non ha problemi seri nella vita. Ossia i borghesucci post68ini che predicano a sinistra e razzolano nel caviale. Gli operai, i precari, i cassintegrati e i disoccupati di questo Occidente allo sbando hanno altro cui pensare.

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