Basta attacchi a Saviano!

Scritto da: il 03.06.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sembra davvero divenuta una moda quella di attaccare lo scrittore Roberto Saviano. Da destra e da sinistra, per inciso. Una moda ignobile, degna proprio di un Paese come il nostro, profondamente incivile e in molte sue aree radicalmente connivente con il crimine innanzitutto perché popolato da gente immorale se non amorale tout court.

In tutta franchezza, ho letto solo a stralci il lungo saggio Gomorra che ha dato a Saviano notorietà internazionale, devastandogli nel contempo la vita e costringendolo ad una esistenza sotto scorta. Limite mio, lo ammetto. A prescindere, comprensibilmente, da alcuni cari amici e colleghi, non amo gli autori italiani, né per quel che riguarda la fiction, né per quel che riguarda la saggistica. Inoltre, ulteriore mio limite, non mi hanno mai affascinato gli studi sul fenomeno mafioso e mi ripugna l’antimafia militante di chi poi propone soluzioni così all’acqua di rose da risultare semplicemente ridicole. Sono un giustizialista assoluto, quindi fatico molto a comprendere chi combatte la Mafia partendo da posizioni di garantismo liberaldemocratico.

Detto questo, ritengo Gomorra imprescindibile. Le parti che ne ho letto sono lucidissime, fedeli fotografie di quell’inferno senza limiti che è il nostro Sud, e mi hanno dato l’impressione di un libro che è filtro fondamentale per capire l’Italia di oggi.

Per non parlare di quanto siano lungimiranti le analisi di Saviano. Dopo il terremoto dell’Aquila, ad esempio, leggere Gomorra ha fatto comprendere così bene quel che era accaduto che il libro sembrava scritto dopo i tragici eventi d’Abruzzo e non prima.

Capisco bene che Saviano dia quindi molto fastidio, ma, ripeto, gli attacchi da più parti subiti da un uomo del genere sono indegni, pessimo segnale dell’imbarbarimento progressivo del nostro sempre più osceno Paese.

Giovanni Falcone diceva spesso che nella lotta alla Mafia muore chi viene isolato. Ecco, non vorrei che le feroci critiche di questi ultimi tempi contro Saviano preludessero proprio all’abbandono e all’isolamento di uno scrittore coraggioso che rischia la sua giovane vita per non aver voluto tacere quanto invivibile sia oggi il Mezzogiorno d’Italia.

Roberto Saviano

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