Bombay sotto attacco

Scritto da: il 27.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

A poche ore dall’allarme lanciato dall’Intelligence Usa su eventuali attentati di al-Qaeda alla metropolitana di New York pianificati per il periodo di Natale, è toccato all’India subire un terribile attacco terroristico, con la capitale economica Bombay (ribattezzata Mumbai dal passato governo induista nel tentativo di cancellare le ultime tracce del colonialismo britannico) squassata da una serie di esplosioni ed incendi.

Addirittura due alberghi (il Taj Mahal, e l’Oberoi-Trident) sono stati assaltati, con decine e decine di turisti stranieri (probabilmente il vero obiettivo della spettacolare azione) presi in ostaggio. In totale sembrerebbero sedici i siti colpiti, compresi un ospedale, un cinema, una stazione.

Al momento il bilancio ufficiale è di 78 morti e 250 feriti, ma sicuramente le vittime sono molte di più.

Un attacco di queste dimensioni è chiaramente opera del terrorismo islamista di al-Qaeda o della sua filiazione separatista kashmira. Ed è un chiaro segno di come per il gruppo terrorista di Osama bin Laden l’India e l’Induismo rappresentino un nemico radicale, al pari degli Usa, di Israele, del Cristianesimo e dell’Ebraismo.

L’India saprà certamente reagire alla serie di attentati, ma ora il Paese rischia davvero di precipitare in uno scontro di Civiltà potenzialmente in grado di metterlo in grave crisi e di vanificarne l’impetuosa crescita economica degli ultimi anni.

Il concreto regresso di quella che viene definita (forse troppo generosamente) la più grande democrazia del mondo non è una ipotesi remota. E proprio in un momento in cui l’Asia tenta di uscire dal suo passato più che prossimo di sottosviluppo davvero uno stop del gigante indiano può avere pesantissime ripercussioni globali.

Il Taj Mahal Hotel di Bombay in fiamme
Il Taj Mahal Hotel di Bombay in fiamme
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