Bossi e Lombardo, destini incrociati: finisce nel fango la parabola del federalismo italiano

Scritto da: il 07.04.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

È davvero significativa la coincidenza delle dimissioni di Umberto Bossi da leader della Lega Nord e delle (annunciate) dimissioni di Raffaele Lombardo da presidente della Regione Sicilia. Il primo travolto da uno squallido scandalo finanziario che, da quanto fin qui emerso, vedrebbe coinvolto soprattutto il figlio Renzo, detto “il trota”. Il secondo messo in grosse difficoltà – non solo giudiziarie, ma anche di relazione con gli alleati – da una inchiesta sui rapporti fra mafia e politica in Sicilia che da ormai oltre 2 anni lo stringe in una paralizzante gogna mediatica.

In ogni caso, è possibile trarre una prima conclusione dai destini incrociati di Bossi e Lombardo: davvero sta finendo nel fango la parabola del federalismo italiano. Ossia di una pseudo idea politica che in Italia non avrebbe dovuto mai avere diritto di cittadinanza per quanto è scarsamente utile (per non dire sommamente dannosa), ma che si è per caso fortuito (e grave ignavia dei politici, Gianfranco Fini in primis) imposta, emergendo ormai una ventina di anni fa dalle macerie di Tangentopoli.

La Lega Nord – nata da un uomo dalla scolarizzazione non elevatissima in perenne lotta con le buone maniere – non si è mai evoluta, rimanendo nel tempo ancorata ad una visione tribale della società e facendo ridere l’Europa intera con i personaggi pittoreschi che ne hanno veicolato l’immagine di formazione xenofoba e reazionaria indegna di una democrazia avanzata. Il Movimento per le Autonomie, per quanto fondato da un uomo raffinato (Lombardo è neuropsichiatra forense: per inciso, proprio psichiatria è la specializzazione di Slobodan Molosevic e Radovan Karadzic), si è in breve riempito di militanti dalla ben scarsa cultura e di un po’ di simpatizzanti dai comportamenti al vaglio della Magistratura.

Intendiamoci, con il momentaneo appannamento di Bossi e Lombardo l’Italia non si è liberata della Lega Nord e dell’Mpa, così come non si è liberata della perniciosa idea federalista/autonomista. Ma il ridimensionamento del fenomeno a questo punto è possibile. Non si dovrebbe sperare troppo nella lucidità degli elettori italiani, ma l’indecorosa uscita di scena di Bossi e le dimissioni di un Lombardo pressato da inchieste di mafia dovrebbero pur pesare un minimo nelle loro future scelte.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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