Bush e Rumsfeld non vollero catturare bin Laden?

Scritto da: il 01.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La notizia fra gli esperti di politica internazionale girava da anni, ma senza prove. Nel dicembre del 2001, Osama Bin Laden sarebbe stato accerchiato dalle truppe statunitensi in Afghanistan, molto vicine alle sua cattura. Il numero uno di al-Qaeda si sarebbe trovato a Tora Bora, in quei giorni sommersa dai bombardamenti alleati, ma alla fine i vertici militari (ovvero George Walker Bush e Donald Rumsfeld, allora rispettivamente presidente americano e segretario alla Difesa) avrebbero preso la decisione di non sferrare l’attacco finale al suo presunto rifugio.

Questi retroscena sono stati rivelati da un rapporto che il Committee on Foreign Relations (Comitato per le Relazioni Estere) ha svolto per conto del Senato statunitense. Già il titolo scelto per lo studio la dice lunga: How we failed to get bin Laden and Why it matters today (Come abbiamo fallito nel catturare bin Laden e perché oggi questo ciò è importante).

Nel rapporto, pubblicato già da qualche giorno sul sito Web del Senato, dove è stato presentato ieri dal suo principale relatore, John Kerry, l’ex sfidante di Bush jr alle presidenziali 2004, si può leggere che il fallimento nella cattura del leader di al-Qaida appena tre mesi dopo l’attacco alle Twin Towers nel lungo periodo ha avuto gravissime conseguenze e, specialmente, ha creato le condizioni per l’odierna rinascita della guerriglia talebana in Afghanistan e per i tanti conflitti interni che mettono a rischio la sicurezza del Pakistan («Quando siamo andati in guerra meno di un mese dopo gli attacchi dell’11 settembre, l’obiettivo era quello di distruggere al-Qaeda e uccidere o catturare il suo leader, Osama Bin Laden e altri importanti personaggi. La nostra incapacità di concludere il lavoro alla fine del 2001 ha contribuito al conflitto di oggi che mette a rischio non solo le nostre truppe e quelle dei nostri alleati, ma la stabilità di una regione cruciale e instabile»).

Il nutrito dossier individua anche dei chiari responsabili della mancata cattura di bin Laden, Donald Rumsfeld, ovviamente, nonché l’ex comandante del Centcom, Tommy Franks.

Nota il report come «rimuovere il leader di al-Qaeda dal campo di battaglia otto anni fa non avrebbe eliminato la minaccia estremista nel mondo. Ma le decisioni che hanno aperto la porta alla sua fuga in Pakistan hanno comunque permesso a bin Laden di emergere come potente figura simbolo che continua ancora oggi ad attrarre flussi costanti di denaro e ad ispirare fanatici in tutto il mondo. Il fallimento dell’amministrazione Bush in quei giorni ha alterato per sempre il corso del conflitto in Afghanistan ed il futuro del terrorismo internazionale».

Il documento voluto da JFKerry – basato anche su dati non classificati del governo americano e su molte interviste a soldati che parteciparono all’operazione – sostiene insomma con granitica certezza che il leader di al-Qaeda si nascondeva tra le montagne di Tora Bora in un momento in cui gli Stati Uniti avevano mezzi militari più che sufficienti per dare avvio ad una veloce operazione su vasta scala con migliaia di uomini e catturarlo o, almeno, ucciderlo.

«Osama bin Laden era a portata di mano a Tora Bora – si legge ancora nel rapporto – accerchiato in uno dei luoghi più ostili del mondo, ma lui e centinaia dei suoi uomini riuscirono a resistere ai quasi a 100 bombardamenti al giorno». A prescindere  dal palese (ed umanamente anche parecchio comprensibile) livore anti-Bush di Kerry, senza dubbio, tutto ciò è assai singolare e legittima qualche sospetto sulla giustezza delle scelte militari Usa in quel frangente.

Osama bin Laden (immagine tratta dal video trasmesso da "al-Jazeera" il 30 ottobre 2004, pochi giorni prima della sfida elettorale Bush-Kerry per la Casa Bianca)

Osama bin Laden (immagine tratta dal video trasmesso da "al-Jazeera" il 30 ottobre 2004, pochi giorni prima della sfida elettorale Bush-Kerry per la Casa Bianca)

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