Canone di depurazione, vicenda BdS, resa sul Consuntivo 2007, i 140 milioni del Cipe ancora in viaggio, rimpasto in giunta: i laterizi infiniti sulla testa di Raffaele Stancanelli

Scritto da: il 10.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Da mesi piovono tegole da tutte le parti per il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, ma negli ultimi tempi pare che le precipitazioni atmosferiche sotto forma di laterizi si siano intensificate. Facciamo un résumé dei recenti guai del Comune etneo, così, ad uso di chi si fosse perso qualche puntata sull’attenta stampa cittadina.

Partiamo dalla vicenda del canone di depurazione, un uragano davvero devastante che a breve si abbatterà sulle casse degli enti locali in lungo e in largo in tutta Italia.

Ovvio che Comuni ed aziende idriche ci provino a far passare la clamorosa notizia sotto silenzio, ma è troppo grossa e bisogna parlarne (come, per inciso, ho già dettagliatamente fatto su Milano Finanza di venerdì 31 ottobre). Perché la vicenda rischia di essere una vera bomba atomica.

Allora, già un mesetto fa, la Corte Costituzionale ha dichiarato del tutto illegittimo per il cittadino italiano il pagamento della quota di tariffa (automaticamente inserita nella bolletta dell’acqua) riferita al servizio di depurazione «nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».

Abrogando una parte della cosiddetta legge Galli, che ha follemente consentito per anni a Comuni e aziende idriche di addebitare ai propri utenti corrispettivi per il servizio di fognatura anche in assenza dello stesso (cose da pazzi, lo so, ma è l’Italia di oggi!), la Consulta ha davvero appeso una “puntutissima” spada di Damocle sui bilanci degli enti locali siciliani. Pensiamo a come Acicastello abbia deciso in fretta e furia, anche per evitare una marea di ricorsi, di restituire ai cittadini le somme indebitamente percepite.

E da Palazzo degli Elefanti che dicono? Nessun segnale in merito. Eppure, soprattutto considerato la crisi del bilancio etneo, sarebbe cosa buona assai muoversi per tempo e conoscere l’ammontare esatto delle possibili richieste di rimborso alla partecipata Sidra. Se ti stanno per sganciare una atomica in testa ti verrà la curiosità di sapere quanto è grande e se farà uno o dieci milioni di vittime?

Comunque, sappiamo che qualche dettagliata interrogazione è già stata presentata al sindaco, quindi in qualche modo si dovranno attivare per capire le dimensione del siluro in arrivo.

Quanto alla vicenda del Consuntivo 2007, come già a settembre avevo paventato, sempre su Milano Finanza, si è giunti all’inevitabile arrivo di un commissario ad acta, Letizia Di Liberti, che si occuperà della faccenda al posto della giunta e del Consiglio.

Da qualsivoglia angolo di visuale si osservi la faccenda, a me pare una resa incondizionata, una abdicazione che non fa onore a Catania. Ma capiamo anche che, con i problemi ben più gravi che vi sono a Palazzo degli Elefanti, che provveda un commissario inviato da Palermo al Consuntivo 2007 è l’ultimo dei pensieri di Stancanelli.

E veniamo ora alla notizia di qualche giorno fa inerente una indagine della Guardia di Finanza su «gravi anomalie» nella gestione del servizio di tesoreria del Comune di Catania tra il 1997 e il 2001.

Un dettagliato rapporto della GdF, infatti, presentato alla Corte dei Conti di Palermo, ha ricostruito a fondo le presunte irregolarità nel servizio tradizionalmente affidato in convenzione al Banco di Sicilia. Per tre (o quattro, secondo altre fonti) funzionari del Comune con i cosiddetti incarichi dirigenziali (bizantina abitudine di Palazzo degli Elefanti) l’ipotesi che gli inquirenti starebbero valutando sarebbe quella di aver causato un danno erariale da oltre un milione di euro.

Ma che cosa sarebbe esattamente accaduto? Secondo le indagini del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Catania, i funzionari comunali, prima della scadenza naturale dell’incarico al BdS, si sarebbero guardati bene (per mera ignavia, sarei propenso a ritenere) dall’indire una nuova gara di affidamento del servizio di tesoreria, il Banco avrebbe quindi continuato a svolgere tramite una semplice proroga ed alle precedenti condizioni.

Inoltre, gli investigatori evidenziano come, dal 2003 in avanti, si sarebbe anche registrato un aumento dei tassi debitori sulle anticipazioni, con il risultato di maggiori oneri finanziari a gravare sulle povere casse del Comune (il danno erariale stimato dalla GdF non è poco, trattandosi, come dicevo, di più di un milione di euro).

A questo punto, la vicenda passa nelle mani dei giudici della Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo, che dovranno esprimersi su di un caso che di per sé non appare gravissimo, ma che rischia di acquisire una grande valenza simbolica in un momento in cui a Palazzo degli Elefanti la situazione finanziaria si aggrava sempre più, con una grana politico-economica al giorno che rischia di vanificare gli sforzi compiuti a Roma per salvare il Comune dal dissesto.

Ed arriviamo proprio ai famosi 140 milioni di euro di finanziamento Cipe febbrilmente attesi dal Comune di Catania. La legge n. 1083, al momento in discussione al Senato, deve convertire il decreto n. 154 del 7 ottobre 2008 e fare (finalmente!!!) arrivare a Catania i tanto attesi denari statali.

Per chi volesse saperne di più, in merito sabato scorso ho intervistato per l’edizione settimanale di Milano Finanza il senatore Salvo Fleres (Pdl-Fi), relatore a Palazzo Madama proprio della legge 1083. In edicola troverete il mio articolo con l’analisi di Fleres, che si dice comunque fiducioso di poter licenziare la legge al massimo per mercoledì 12, in tempo perché la Camera dei Deputati l’approvi definitivamente.

Il decreto, per inciso, scade il 6 dicembre, quindi non è che ci sia poi tanto tempo da perdere, considerato come Lega Nord e onorevoli Pd del Nord faranno non dico le barricate, ma certamente un qualche ostruzionismo.

Ma Fleres sottolinea anche come i 140 milioni del Cipe non basteranno di sicuro e come si renderà necessario dismettere le partecipate. Che, nota bene, tutti i Comuni d’Italia dovranno a breve vendere per legge, dopo le specifiche disposizioni della Finanziaria approvata ad agosto, Finanziaria che Fleres definisce senza mezzi termini rivoluzionaria.

Nel frattempo, Catania si riempie di pettegolezzi più o meno credibili su di un rimescolamento nella giunta e nelle direzioni del Comune.

Intanto il sindaco sembrerebbe essere alla ricerca di un nuovo assessore al Bilancio. Gaetano Riva è dato infatti in partenza da Palazzo dei Chierici, la bellissima sede di fronte Palazzo degli Elefanti. Suo probabile approdo l’assessorato al Personale.

E per il Bilancio? Stancanelli starebbe valutando delle opzioni. Secondo alcuni anche quella di un Tafuri bis. Poco credibile, in verità, che Gaetano Tafuri possa tornare ad occuparsi del conti catanesi, ma la voce circola. Ricordiamo, comunque, come Tafuri sia al momento commissario governativo della Ferrovia Circumetnea. Manterrebbe anche quest’incarico? Anche perché, lo si sa, nell’Mpa non vige la logica del doppio incarico.

In ultimo, segnalo la possibile destinazione di Carmelo Reale, storico direttore dell’Ufficio del Personale del Comune, che sembrerebbe dover giungere alla direzione del Patrimonio. Incarico che fa/faceva comunque gola a molti.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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