Catania anno (quasi) zero

Scritto da: il 13.07.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Catania è allo stremo, una città, senza mezzi termini, in coma. E come scrivo su Milano Finanza Sicilia di sabato, nel numero settimanale in edicola fino a venerdì (pezzo di analisi Estate calda per Catania, autunno pure), il peggio deve ancora venire. Perché a settembre-ottobre la gente si accorgerà che nessuno dei problemi socio-economici della città ha soluzione di breve periodo. Nessuno. A cominciare da quelli del Comune, con i famosi 140 milioni del Cipe che ben difficilmente arriveranno mai.

Perché se Catania è nelle condizioni in cui è la responsabilità è anche e soprattutto di chi ha sin qui gestito il Comune, che da tempo non riesce a fare una scelta giusta neanche per sbaglio. Cosa che ormai anche il principale quotidiano cittadino, La Sicilia, ha compreso e sta cominciando a sottolineare con determinazione in alcuni editoriali non firmati e quindi attribuibili al direttore. Segno che uno degli uomini più influenti della città sta abbandonando al suo destino il sindaco-senatore, sottraendogli quell’appoggio mediatico che l’anno scorso, in campagna elettorale, gli fu prezioso.

Le scelte discutibili del Comune non si contano più. Come la vicenda della zona a traffico limitato, annunciata come se fosse la trovata del secolo, poi fatta slittare con un comunicato stampa in cui si poteva leggere che gli annunci dei giorni prima tendevano semplicemente a far abituare i catanesi all’idea della ztl ed alla fine attuata con una confusione degna della “migliore” tradizione meridionale.

Prendiamo la questione del pass per residenti. Non basta ai vigili urbani preposti al suo rilascio un semplice certificato di residenza (che potrebbero benissimo ricavare loro medesimi dal sistema informatico interno del Comune), ma serve l’atto di compravendita della casa in cui si abita e, in caso di immobile ereditato, anche la dichiarazione di successione. Grottesco! Viene in mente una certa barzelletta con protagonista un negoziante eccessivamente pignolo ed un acquirente bisogno di una confezione di carta igienica.

Altro pasticcio, il ponteggio nel cortile di Palazzo degli Elefanti, nella foto. Apparso qualche settimana fa, non reca nessuna indicazione di chi esegue i lavori. Singolare. Un consigliere comunale mi diceva che non occorre l’usuale cartello perché i lavori sono fatti da operai del Comune stesso. Qualcosa però non mi torna. Solo il montaggio di un simile ponte ad occhio e croce costa sui 15 mila euro. Mah … Mettiamola così, di certo sarà stata espletata una regolare gara d’appalto per la messa in sicurezza del cortile interno del Comune, ma chi avrebbe dovuto piazzare il cartellone con le indicazioni di legge lo ha dimenticato.

Ancora? La vicenda della Villa Bellini. Pare che l’Unione Europea sia intenzionata a chiedere indietro i 14 milioni di euro erogati per la messa a nuovo dei giardini. Per avere i denari europei infatti un bando di gara deve essere aperto a tutte le aziende dell’Ue e quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea. Purtroppo, al Comune di Catania non lo sapevano ed ora Stancanelli corre il rischio di dover restituire tutti quei soldi a Bruxelles. Senza parole.

Da ultimo, segnalo il rumor sul nuovo stadio di calcio che pare si realizzerà a Passo del Fico. Grandioso il progetto sul vecchio stadio, il cui terreno verrà utilizzato per uno o più grattacieli. Le voci in merito si rincorrono ed i piani da realizzare variano dai 22 ai 92. Sembra che gli investitori intendano piazzare circa 3.600 inquilini. Un affare da miliardi di euro. Ma almeno la città avrebbe un angolo sincrono con il resto d’Occidente, invece dell’usuale trentennio di gap temporale …

L'impalcatura presente nel cortile interno di Palazzo degli Elefanti

L'impalcatura presente nel cortile interno di Palazzo degli Elefanti

 

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