Catania, i Carabinieri contro il lavoro nero nei quartieri alti (e non solo) …

Scritto da: il 16.02.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Da un comunicato ufficiale dei Carabinieri, firmato dal capitano Giuseppe Moscati, comandante  della Compagnia di piazza Dante, si apprende che nel week end appena conclusosi, in quel di corso Italia, cuore dello shopping d’élite catanese, i CC hannochiuso 7 negozi per sfruttamento di lavoratori “in nero”.

Come evidenzia il comunicato dell’Arma diramato domenica, «dopo i numerosi controlli effettuati nel popoloso quartiere San Cristoforo e nella centralissima via Etnea, i militari dell’Arma, supportati dal Nucleo Ispettorato Lavoro, ieri pomeriggio hanno passato al setaccio il “salotto buono” di Catania: Corso Italia. Bilancio: la tendenza è costante. Anche qui sette sospensioni di attività e ben dieci lavoratori “in nero” emersi».

Continua il comunicato: «L’attenzione dei Carabinieri è tesa a colpire lo sfruttamento dei lavoratori più esposti e meno tutelati: quei giovani che, in difficoltà nel trovare un impiego, lavorano sottopagati e senza la minima tutela previdenziale. Nella circostanza sono state elevate ammende per 75.000 euro circa e registrati recuperi Inps/Inail per 10.000 euro circa».

Per poter riaprire i negozi, i titolari dovranno ora regolarizzare i dipendenti emersi dai controlli e pagare le multe. Non sarà una gran pena, ma è giù qualcosa in una città in cui il lavoro nero è purtroppo la norma.

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