Catania, le mani della Mafia su stadio e spiagge

Scritto da: il 10.06.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Sono clan nemici per il controllo del territorio, ma soci nel riciclaggio del denaro sporco da “ripulire”. Le famiglie Laudani e Santapaola da una parte e la cosca Mazzei dall’altra riciclavano infatti insieme i proventi delle loro varie attività illegali. Questo emerge da una indagine dei Carabinieri del Comando provinciale di Catania sfociata nell’arresto di 13 presunti affiliati a Cosa Nostra e di tre imprenditori presumibilmente riconducibili ai tre clan.

Secondo l’Arma, le tre cosche sarebbero riuscite ad ottenere la gestione, tramite la vittoria di alcuni appalti annuali, dei servizi di ristoro dello stadio “Massimino” durante le partite del Catania Calcio ed i concerti, ma anche dei bar e dei parcheggi delle affollatissime spiagge libere della Playa.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Catania Vincenzo D’Agata e dal sostituto della Dda etnea Giovannella Scaminaci, ipotizza i reati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione, detenzione di armi da guerra e impiego di denaro di provenienza illecita.

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