Che cos’è la Real Ira

Scritto da: il 09.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La sigla Real Ira, fino a quel momento ignota, si è imposta all’attenzione del mondo dopo il barbaro massacro di Omagh del 15 agosto 1998, che fece 28 morti ed oltre 220 feriti. Contrari agli accordi di pace della Pasqua di quell’anno ed allo smantellamento del poderoso arsenale dell’Ira, i dissidenti perseguono oggi lo scopo iniziale dell’Esercito Repubblicano Irlandese, ossia la secessione delle Sei Contee dal Regno Unito.

Dopo i fatti di Omagh e soprattutto dopo lo shock globale dell’Undici Settembre, sembrava che gli oltranzisti repubblicani avessero optato per una prudente ritirata strategica, ma oggi appare evidente che si trattava invece di una tattica attendista volta a riorganizzare le forze e ricostituire un serio arsenale.

Da un punto di vista ideologico, la Real Ira seguirebbe, ma il condizionale è d’obbligo, un marxismo assai filtrato dal classico nazionalismo repubblicano irlandese. Nei fatti, la prassi stragista la colloca nella nebulosa dei movimenti terroristi indipendentisti con venature neofasciste.

Sul gruppo è disponibile una letteratura ben scarna, quasi tutta prodotta a ridosso del massacro di Omagh. Si consigliano i seguenti interventi: Anthony McIntyre, Inside their minds. On the perverted logic of ‘Real Ira’, in The Guardian International, 17 agosto 1998; John Mullin, Bloody Saturday may mark beginning of end for dissidents. The Real Ira, in ibidem; Eamonn McCann, The real deal, in ibidem; Alessio Altichieri, Cinquanta uomini super armati. Hanno appoggi anche negli Usa. Che cos’è la «Real Ira», in Corriere della Sera, 17 agosto 1998.

Sull’eventualità che militanti dell’Ira contrari al processo di pace possano progressivamente abbandonare l’organizzazione andando ad ingrossare le file di gruppi repubblicani radicali si veda l’analisi avanzata da Jonathan Carr-Brown e David McKittrick nell’intervento Hardliners split from Ira over peace deal, in The Indipendent on Sunday, 21 novembre 1999.

La strage di Omagh, realizzata dalla Real Ira il 15 agosto del 1998
La strage di Omagh, realizzata dalla Real Ira il 15 agosto del 1998
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