Ci sarà ancora il “Vatikan” nel futuro dell’uomo?

Scritto da: il 04.07.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Ho aspettato un po’ di tempo per recensire questo romanzo breve per evitare la concomitanza con le punte di massima “audience” dello scandalo sulle carte trafugate dagli uffici di Sua Santità Benedetto XVI, ma Vatikan di Pierfrancesco Prosperi (Tabula fati, Chieti) merita eccome un po’ di attenzione, essendo un esercizio di science fiction davvero riuscito. Condotto su due diverse linee temporali (2032, con la Santa Sede sull’orlo della bancarotta, e 2051, con il Vaticano di nuovo all’apice della potenza), il racconto prende le mosse dall’invenzione di un nuovo tipo di propulsione spaziale in grado di fare attraversare intere galassie ad astronavi con equipaggio umano e dalla relativa scoperta di rovine cristiane su di un lontanissimo pianeta ormai disabitato. Dopo il riacquisito prestigio internazionale proprio a seguito dell’incredibile ritrovamento, una serie di delitti sconvolge però la Santa Sede. Sullo sfondo l’idea di un sinistro complotto, troppo grande per gli inquirenti, sia vaticani che italiani.

Qualche parola sulla genesi di questo volume può essere d’aiuto. L’idea iniziale si trova in Il pianeta delle croci, racconto breve a firma Piero Prosperi apparso sul n. 3 della rivista Interplanet. Successivamente, l’autore ebbe a scrivere la sceneggiatura di un fumetto di fantascienza (L’ultima verità), prodotto sì, ma mai pubblicato per timore da parte dei vertici della casa editrice d’essere accusati di blasfemia (per inciso, sarebbe bello, ad oltre 40′anni dalla realizzazione, alfine vederlo stampato).

Che il Cristianesimo possa essere diffuso su altri pianeti è questione sulla quale è in linea teorica è lecito dibattere, declinando in vari modi il delicato tema. Prosperi sceglie il romanzo di fantascienza, nobilissimo ramo della letteratura che ragiona e fa ragionare sul futuro dell’uomo. Vatikan (su cui non scrivo altro per non rovinare il piacere della lettura), nella fattispecie, ragiona sul futuro del Papato e della Santa Sede. Esigenza che negli ultimi mesi invero abbiamo avvertito non poco.

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