Cina, esplode la protesta nello Xinjiang

Scritto da: il 06.07.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Pare essere davvero pesante il bilancio delle proteste della minoranza etnica uigura, di religione musulmana, nello Xinjiang, area nord-occidentale della Cina. Secondo una nota diffusa dall’agenzia ufficiale di Pechino Xinhua (Nuova Cina), negli scontri sarebbero morte almeno 156 persone. I feriti sarebbero al momento più di 900.

Secondo quanto dichiarato da fonti ufficiali cinesi, a Urumqi, capitale della regione autonoma, centinaia di manifestanti avrebbero dato fuoco alle auto parcheggiate, aggredendo anche dei passanti.

Di tutt’altro tenore la ricostruzione di alcune fonti non governative, per le quali, invece, la protesta, inscenata da circa 3.000 persone, è cominciata domenica pomeriggio proprio a Urumqi, con una marcia pacifica di 300 giovani uiguri per la morte di due membri della loro etnia in una fabbrica di giocattoli a Canton, nel Sud della Cina, uccisi a seguito dell’accusa di aver violentato una giovane donna.

Dopo l’intervento delle forze di sicurezza sono però iniziati violenti scontri, finiti con un bagno di sangue.

Lo Xinjiang, abitato da circa 8.3 milioni di uiguri, è da decenni una regione a rischio separatismo ed islamismo. La provincia, situata nel Nord-Ovest del Paese, ai confini con l’Asia Centrale, è a maggioranza musulmana ed è controllata in maniera ferrea dal governo centrale di Pechino.

Gli uiguri, lamentano la pesante repressione politica e religiosa messa in atto dal Partito Comunista Cinese con la scusa della lotta al terrorismo, ma di certo al-Qaeda ha da anni un buon radicamento nella vasta regione e fomenta chiaramente le pulsioni indipendentiste ed islamiste.

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