Comprendere alla radice il turbocapitalismo per mutare il Reale

Scritto da: il 05.10.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Occorrerebbe riprendere in mano alcune categorie marxiane – come quella del plusvalore, ad esempio – perché non tutte sono obsolete e irrimediabilmente superate dalla Storia. Servirebbe, ad esempio, per capire meglio le nuove forme di sfruttamento dei lavoratori, sia sotto casa (si veda la tragedia di Barletta di ieri), che all’altro capo del globo. In ogni caso, Marx a parte, ritengo sia sommamente utile – oggi più che mai – studiare a fondo i meccanismi del nuovo capitale e dell’ideologia ormai egemone ovunque al mondo, quell’ultraliberismo che uccide più della peste. Perché solo da una comprensione assoluta del turbocapitalismo, per dirla con Luttwak, delle sue modalità di funzionamento, sviluppo, autocorrezione ed autocorruzione possono venire idee valide per mutare un Reale che oggi – è triste constatarlo, ma è così – semplicemente sancisce il trionfo dell’ingiustizia nel mondo. Con il carico di dolore innocente che ciò si porta dietro.

Giuseppe Pelizza da Volpedo, "Il quarto stato", 1901

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