Con il caucus dell’Iowa parte la campagna elettorale 2012 per la Casa Bianca

Scritto da: il 03.01.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Quattro anni fa l’Iowa premiò il repubblicano conservatore religioso Mike Huckabee, governatore e pastore insieme, impostosi a sorpresa nel suo caucus, la consultazione che inaugura la stagione delle primarie nell’anno delle elezioni presidenziali statunitensi. L’Iowa è uno Stato fatto di tantissimi villaggi sparsi nelle Grandi Pianure. La tradizione gli conferisce l’onore  del “primo colpo” e quindi per qualche settimana ha addosso gli occhi di tutto il mondo, ma non è che i suoi risultati siano in sé e per sé chissà quanto importanti. Possono esserlo a livello psicologico, ma poi, nelle settimane successive, i reali “valori in campo” emergono e si affermano.

Il Partito Repubblicano è oggi dominato da Mitt Romney, il mormone ex governatore del Massachusetts, che sarà molto probabilmente lo sfidante del presidente in carica Barack Obama ai primi di novembre. L’altro nome di spicco del Grand Old Party in corsa per la candidatura alla Casa Bianca è l’ex speaker della Camera Newt Gingrich, un uomo che a metà anni Novanta per un bel po’ di tempo ha avuto in mano gli Usa più di Bill Clinton senza però riuscire a concretizzare in alcun modo potere e popolarità. Fino a qualche mese or sono i sondaggi erano benevoli nei suoi confronti, nonostante una campagna elettorale confusionaria, ma ad un certo punto è partita un’azione fortemente denigratoria che lo ha sbriciolato.

Ufficialmente la gran mole di pubblicità anti Gingrich non ha nulla a che fare con Romney. È stata invece organizzata da Restore Our Future, un comitato d’azione politica, in sigla Pac, di quelli che una recente sentenza della Corte Suprema Usa ha autorizzato a diffondere qualsiasi messaggio politico, anche attaccando personalmente i candidati. E a differenza di questi, un Pac è senza limiti nella possibilità di raccogliere fondi e non ha nemmeno obbligo di trasparenza per quanto riguarda l’identità dei finanziatori (rigidissimo per i candidati alla Casa Bianca). Il fenomeno, una novità assoluta per gli Stati Uniti, pare davvero destinato ad influire più di qualsiasi altro elemento su questa campagna presidenziale 2012. Vedremo il 6 novembre quanto peso avranno avuto alla fine avuto i Pac.

Restore Our Future è stato addirittura attaccato da Romney, ma il comitato vede fra i suoi promotori molti suoi ex collaboratori politici, nonché ex colleghi di Bain Capital, il fondo diretto dall’economista mormone per 15 lunghi anni. Insomma, i Pac sembrano proprio l’escamotage finale rinvenuto dai gruppi di pressione per poter condizionare seriamente le presidenziali, eludendo la rigida legislazione sulla raccolta fondi dei candidati.

Terzo uomo che sgomita in campo repubblicano è il radicale libertario Ron Paul, travolto negli ultimi giorni da brutte accuse di razzismo.  C’è poi il superconservatore Rick Santorum, cattolico di origine italiana, famoso per il suo essere anti gay ed anti eutanasia. Davvero poche le sue chance.

Molto indietro nei sondaggi (ed anche nella semplice conoscenza di facce e nomi da parte degli americani) gli altri candidati. Rick Perry e Michele Bachmann puntano sull’elettorato evangelico (i 2/3 degli elettori repubblicani dell’Iowa si dicono di destra religiosa), ma il loro peso è irrisorio.

Una settimana dopo il voto di stasera in Iowa toccherà al New Hampshire, vicino al Massachusetts di Romney, che è favoritissimo anche per il secondo round. La storia delle primarie americane è piena di sorprese, ma la calcolata assenza dalla corsa di Sarah Palin (che in cuor suo molto probabilmente considera imbattibile Obama e preferisce puntare tutto sul 2016) di fatto ha dato a Romney la nomination. Insomma, il risultato delle primarie del Grand Old Party è scontato, il dibattito assai scialbo. Per un qualche emozione occorrerà attendere i confronti diretti di ottobre.

Mitt Romney

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