Con Obama l’America entra o no nel Settimo Sistema Partitico?

Scritto da: il 20.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Da quando nel 1967 William Nisbet Chambers e Walter Dean Burnham (un marxista convinto, per inciso) pubblicarono American Party Sistems, storici ed analisti si sforzano di capire come incasellare ogni nuovo inquilino della Casa Bianca.

I due studiosi crearono una griglia perfetta per i grandi momenti “di faglia” della Storia americana, dividendo in cinque macroperiodi le presidenze da Washington in poi.

Per Chambers e Burnham i Sistemi Partitici della politica americana sono stati i seguenti:

1. 1796-1816, Primo Sistema Partitico: repubblicani antifederalisti di Jefferson e federalisti di Washington, Adams ed Hamilton.

2. 1840-1856, Secondo Sistema Partitico: democratici e whig.

3. 1860-1896, Terzo Sistema Partitico: repubblicani di Lincoln e democratici.

4. 1896-1932, Quarto Sistema Partitico: ancora repubblicani e democratici.

5. 1932- ?????, Quinto Sistema Partitico: democratici (Franklin Delano Roosevelt ed il New Deal) e republicani.

Ovviamente, non sono mai mancate le critiche e i distinguo. Ad esempio, il Primo Sistema Partitico comincia nel 1796 (sfida elettorale che Adams vince contro Jefferson), come indicano Chambers e Burnham, oppure lo si può retrodatare al 1787 (dibattito fra federalisti ed antifederalisti)? Ed ancora, finisce nel 1840 o molto prima, nel 1816, quando il Partito federalista si disintegra? Ovvero nel 1824, quando sorge il Partito nazional-repubbicano che poi sarebbe divenuto il Partito Whig?

Altro grande problema è poi se e quando il Quinto Sistema Partitico sia finito. Molti hanno parlato della presidenza Clinton come dell’inizio del Sesto Sistema Partitico (John Aldrich e Richard Niemi nel loro The Sixth American Party System, del 1993, appunto anno di insediamento di Clinton), ma non c’è affatto accordo fra gli esperti.

Per quanto riguarda Obama, che oggi si insedia alla Casa Bianca, alcuni già parlano di un Settimo Sistema Partitico che verrebbe inaugurato con tale rivoluzionaria presidenza. Potrebbe essere così, ma comunque occorre prima definire bene i limiti del Sesto ed il ruolo di storico di Clinton e Bush jr.

In ogni caso, inauguri il Sesto o il Settimo Sistema Partitico (decidano gli accademici), Obama di sicuro oggi scrive una pagina capitale della Storia americana. Ne dubitiamo, ma comunque speriamo di cuore che la sua presidenza sia all’altezza delle speranze suscitate in tutto il mondo.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama ed il suo vice Joe Biden
Il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama ed il suo vice Joe Biden
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