Condoleeza Rice: “La Russia sta diventando irrilevante”

Scritto da: il 19.09.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

In un eccesso di miopia (geo)politica, qualche ora fa il segretario di Stato americano Condoleeza Rice ha dichiarato che a suo avviso la Russia starebbe diventando isolata ed irrilevante nel panorama internazionale. Proprio subito dopo il lancio di prova di un nuovo missile intercontinentale di Mosca ed in un frangente in cui la Federazione sta rimettendo ordine nel suo cortile di casa (il Caucaso), cominciando a valutare sia la pratica Crimea (prossima crisi?) che quella artica.

Personalmente ho sempre stimato la Rice, una donna di colore nata in Alabama e venuta fuori con una grinta eccezionale. Ma a poco a poco sto dovendo arrendermi ai suoi detrattori. Che forse hanno ragione quando osservano che è una sovietologa con una visione quasi cristallizzata del mondo com’era nel 1980, poco capace di comprendere le trasformazioni avvenute negli anni nel cosiddetto spazio post-sovietico.

Impressione che, per inciso, mi dà anche il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain, che una prova di capire dove va l’America di oggi l’ha data soltanto scegliendo una vice in piena sintonia con il classico elettorato repubblicano (perché la Palin lo è senza ombra di dubbio). Sottolineo: dove va l’America. Che comprenda poi dove vada il mondo è un altro discorso …

Insomma, fra crisi finanziarie di dimensioni globali e sempre più frequenti errori di valutazione in politica estera, davvero gli Usa rischiano di perdere il ruolo di nazione-guida del pianeta.

Fuori dai denti, politici come la Rice o Obama (debolissimo sulle questioni internazionali) uno come Putin se li mangia a colazione. La Palin gli può forse risultare più “indigesta”, ma di certo potrebbe avere qualche chance in più (mitigando arroganza e tendenza all’attacco) di meglio gestire le prossime emergenze che l’Orso russo nel medio periodo certamente non mancherà di creare.

Dalla Crimea al Polo Nord, dai Caraibi (basi in Venezuela e a Cuba?) al supporto alle tendenze atomiche dell’Iran, gli spunti per provocare nuove gravissime crisi internazionali non mancano di certo alla Federazione Russa. E l’attuale classe dirigente americana, tutta proiettata a risolvere i problemi in Iraq ed Afghanistan (salvo consentire ad un politico inqualificabile come Zardari di giungere alla presidenza del Pakistan) non appare oggi in grado di fronteggiare lo mosse di Putin e Medvedev. Pur sempre eredi di un Impero sostanzialmente millenario …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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