Conviene a tutti che nulla cambi

Scritto da: il 17.12.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

L’attuale crisi di governo sembra ormai essere andata oltre l’usuale teatrino della politica tricolore. Ma ad osservare bene l’accapigliarsi di ex alleati (perché questo sono Berlusconi, Fini e Casini) degli ultimi mesi viene da sospettare che, volendo, in tanti anni qualcosa sarebbe anche potuto mutare nel sistema Italia, gravemente deficitario sotto ogni punto di vista. Se non è accaduto, non sarà perché, neanche tanto in profondità, a tutti un certo “indirizzo nazionale”, per così dire, va bene?  Non sarà perché un po’ tutti ne traggono vantaggio?

Pensiamo, ad esempio, alla personalizzazione spinta dei partiti, un dato ormai tristemente acquisito da tempo. Pier Ferdinando Casini è il leader eterno dell’Udc.  Umberto Bossi, pur in precarie condizioni di salute, è il leader eterno della Lega Nord. Gianfranco Fini è stato il leader eterno di Alleanza Nazionale e lo sarà di Futuro e Libertà. Lo stesso dicasi di Antonio Di Pietro con l’Italia dei Valori e, ovviamente, di Silvio Berlusconi, prima con Forza Italia e ora con il Pdl. Almeno un tempo, durante la cosiddetta Prima Repubblica, partiti come la Dc, il Pci, il Psi o l’Msi, per quanto giurassici potessero apparire, avevano delle dinamiche interne vivacissime, tali da consentire congressi autentici con colpi di scena e cambi al vertice oggi semplicemente impensabili.

Sì, non c’è dubbio, conviene a tutti che nulla cambi in Italia. Come conviene a tutti l’ignobile legge elettorale in vigore. Indecente a detta di molti, ma in grado di consentire ad ogni segretario nazionale di “nominare” i parlamentari alla stregua di un despota antico.

E volendo, c’è una considerazione ancora più amara da fare: tutto sommato oggi è già un miracolo che un Paese moralmente allo stremo come il nostro esprima leader come Casini o Fini, il cui spessore può certo lasciarci perplessi se si guarda ad Andreotti, a La Malfa senior, a Berlinguer o ad Almirante, ma che certo sono giganti della politica paragonati a Berlusconi o Di Pietro. Davvero peggio di così per il Paese è difficile immaginare che possa andare. Eppure stiamo pur certi che faranno in modo di farci rimpiangere fra qualche tempo pure questa palude.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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