Copenhagen/2 Gli Stati-atollo si ribellano alle scelte dei grandi

Scritto da: il 10.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Alla Conferenza di Copenhagen il contrasto non è soltanto tra i Paesi ricchi e quelli ancora in via di sviluppo, ma emerge sempre più netta anche la divisione fra le file degli Stati più poveri, con la conseguenza che un accordo sembra davvero ormai essere lontano. Finora, più o meno, in materia di ambiente i cosiddetti Paesi in via di sviluppo erano stati abbastanza uniti, ma oggi i piccoli Paesi insulari e le nazioni africane, ovvero i soggetti in assoluto più poveri e più esposti alle conseguenze dei mutamenti climatici, hanno proposto un trattato che sia davvero legalmente vincolante, assai più severo del protocollo di Kyoto del 1997.

La proposta, era prevedibile, ha subito visto l’opposizione dei big fra i Paesi emergenti, come la Cina, l’India ed il Sud Africa, che temono una frenata della loro impetuosa crescita economica.

In primissima linea per un trattato vincolante vi è Tuvalu, un’arcipelago polinesiano che si trova a metà fra le Isole Hawaii e l’Australia. Il microstato ha ottenuto una sospensione dei negoziati fino alla soluzione del problema. L’appello di Tuvalu è stato ovviamente raccolto da altri membri dell’Aosis (Alliance of Small Island States, un’associazione che riunisce appunto i piccoli stati insulari tipo le Isole Cook, le Barbados, le Kiribati e le Fiji), ma anche da vari altri Paesi poveri, anzi poverissimi, africani, come la Sierra Leone, il Senegal e Capo Verde.

La richiesta ufficiale di Tuvalu, che a questo punto si può dire abbia riscontrato un davvero più che discreto appoggio, è di bloccare la crescita delle temperature globali a 1.5 gradi Celsius, nonché la concentrazione di gas serra in atmosfera a 350 parti per milione, invece delle 450 preferite dai Paesi industrializzati e da qualche emergente di grandi dimensioni.

Mappa dell'arcipelago di Tuvalu

Mappa dell'arcipelago di Tuvalu

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