Da due giorni la capitale danese è sconvolta dalla violenza dei Black Bloc, che, sia chiaro, con i Green che marciano pacificamente non hanno nulla a che vedere.
L’usuale sceneggiatura, l’usuale regia di chi non si rassegna all’ineluttabilità di una Globalizzazione che può essere sono governata, ma non certo arginata, non certo bloccata.
Il risultato? Una delle città più belle del mondo devastata e 900 e passa arresti in 24′ore da parte della polizia del Regno vichingo meridionale. Nota per saperlo mantenere sul serio l’ordine pubblico.
Per chi è invece un No Global ragionevole che vuol portare avanti le sue (talune anche sacrosante) rivendicazioni l’ennesima sconfitta. Del resto, isolare questi cani sciolti (ma ben organizzati, non c’è che dire …) non è facile. Eppoi, ammettiamolo, sono utili anche a chi nella Globalizzazione ha intravisto l’opportunità di reintrodurre nuove forme di schiavismo. Mica è nato per caso l’appellativo di utile idiota …

Copenhagen, 12 dicembre 2009, una immagine degli scontri fra polizia e manifestanti No Global