Copenhagen/5 Nota di colore, ma anche un po’ filologica: in quanti modi si scrive Copenhagen?

Scritto da: il 14.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

In questi giorni sarà saltato all’occhio di qualche lettore dei quotidiani italiani la varietà nello scrivere il nome della capitale danese. Copenhagen e Copenaghen si alternano sulla stampa italiana, con una netta prevalenza, però, per la seconda opzione. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
La splendida capitale di quel che io chiamo il Regno vichingo meridionale in danese si scrive København, dizione che certo presenta qualche difficoltà per gli europei di origini latine. Copenhagen, con l’”h” dopo la “n”, è invece la dizione in lingua inglese, quella che io preferiso ed utilizzo, per intenderci. In italiano è ormai invalso l’uso di Copenaghen, con l’”h” dopo la “g”. In tedesco, invece, ecco che la “c” iniziale viene sostituita con una assai più teutonica “k”, con un risultato finale, Kopenhagen, assolutamente delizioso, almeno per me, dopo la permanenza in Finlandia fan sfegatato dell’occlusiva velare sorda.
Da segnalare poi la versione spagnola e francese, Copenhague, che ha un suo indubbio fascino, anche se chiaramente in Italia non ha diritto di cittadinanza. Va bene spostare una “h”, ma da noi una simile complicazione esistenziale non passerebbe mai …

"La sirenetta", simbolo della capitale danese

"La sirenetta", simbolo della capitale danese

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