Corea del Nord, la sfida nucleare di un regime disconnesso dalla realtà

Scritto da: il 12.03.13
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il regime nordcoreano ha denunciato come «completamente nullo» il trattato del “cessate il fuoco” con la Corea del Sud firmato nel 1953. Pesantemente infastidito dalle esercitazioni degli Stati Uniti proprio con la Corea del Sud, Kim Jong-un ha annunciato di essere pronto «a entrare in guerra con Seul». L’erede di Kim Jong-il è addirittura arrivato a minacciare un attacco nucleare contro i due Paesi alleati. «Nessuno può prevedere che cosa accadrà adesso nella penisola coreana», ha scritto il Rodong Sinmun, quotidiano ufficiale del Partito comunista di Pyongyang, evidenziando che «ora è il momento della battaglia finale».

Tecnicamente le due Coree non hanno mai firmato un vero e proprio trattato di pace, rimanendo quindi in guerra. Nulla di eccessivamente anomalo, per carità. Nemmeno Giappone e Unione Sovietica dopo la fine del secondo conflitto mondiale hanno firmato la pace e, in linea molto teorica, ancora oggi Tokio e Mosca sarebbero in guerra. Ma è ovvio che si tratta di cavilli della Storia. Nel caso coreano, però, preoccupa la retorica visionaria di Pyongyang. Vero che i nordcoreani hanno dichiarato nullo il cessate il fuoco del ’53 circa una dozzina di volte in 20 anni, ma oggi il loro regime ha la bomba atomica. Ed è guidato da un giovane dalle idee assai confuse, per non dire del tutto disconnesso dalla realtà. Il suo popolo è alla fame e, invece di aprire il Paese al mondo esterno, lo chiude ancora di più, minacciando una crisi internazionale.

In Corea del Nord la gente vive nel terrore e non sembra esservi una minima opposizione al totalitarismo. Ma fino a quando il mostruoso sistema potrà reggere? E che cosa accadrà quando collasserà? L’ipotesi più probabile è un tumultuoso riversarsi di masse umane nell’opulenta Corea del Sud. Dove, però, al momento quasi nessuno pensa più alla riunificazione, a lungo vagheggiata. Troppo costosa, trascinerebbe il ricco Paese indietro nel tempo quanto a qualità della vita complessiva.

Anche in questo caso, la crisi globale influisce assai negativamente sui processi storici. Appena quindici anni fa Seul ancora ragionava su come inglobare il Nord derelitto, ipotizzando le modalità migliori per assorbirlo nel proprio florido contesto. Oggi può solo pensare a come difendersi dall’eventuale invasione.

Kim Jong-un

Kim Jong-un

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