Craxi riletto … Dal teatro e non solo …

Scritto da: il 30.04.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

L’oltremodo complessa figura di Bettino Craxi, leader politico di assoluto peso ma anche e soprattutto uomo sanguigno e passionale, analizzata senza preconcetti è stata al centro della presentazione di Hammamet, testo tratto dall’omonima pièce teatrale di Massimiliano Perrotta, svoltasi a Catania al Palazzo della Cultura martedì 27.
A ragionare su Craxi – e anche, inevitabilmente, sui drammatici giorni della cosiddetta Tangentopoli – c’erano, moderati  (si fa per dire…) da un estremista massimalista come me, Salvo Andò (rettore dell’Università Kore di Enna), Giuseppe Barone (preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Catania), Fabio Fatuzzo (assessore alla Cultura del Comune di Catania), Fernando Gioviale (docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Catania), Giovanni Iozzia (Associazione Amici della Fondazione Craxi) e Nello Musumeci (dirigente nazionale de La Destra).

Di seguito una carrellata di giudizi dei vari intervenuti. Tutti molto appassionati, a riprova di come ancora oggi l’uomo Craxi movimenti assai gli animi.

L’assessore Fatuzzo ha evidenziato come «Craxi abbia fatto molto per il Paese, a partire dall’aver svincolato il socialismo democratico da quello che tale non era affatto».  Per alcuni  ciò è senza dubbio un merito, per me, quando prevale il lato di personalità di Mr Wolf, un po’ meno …

Uno sforzo di modernizzazione, quello craxiano, apprezzato anche da Nello Musumeci, che ha ricordato come del leader socialista all’Msi dell’epoca piacesse «sia il decisionismo, che il patriottismo, tanto che ci spingemmo a parlare di “socialismo tricolore”». Musumeci si è anche lasciato andare ad alcuni gustosi aneddoti, raccontando, ad esempio, dei buoni rapporti fra Craxi e Giorgio Almirante, assai soddisfatto per la presa di distanza del premier socialista dall’idea di arco costituzionale – una bischerata magari giustificabile fino agli Anni Settanta, ma non certo ad Anni Ottanta inoltrati – che aveva ingabbiato l’Msi per decenni e decenni.

Salvò Andò ha dal canto suo notato come la profezia di Craxi su ciò che sarebbe accaduto dopo Tangentopoli si sia pienamente avverata. «Craxi era molto preoccupato – ha ricordato l’ex ministro della Difesa – che l’antipolitica arrivasse al potere e i fatti gli hanno dato pienamente ragione». Anzi, ragionissima, direi io …

Sull’infondatezza assoluta dell’idea che possa esservi una qualche continuità fra Craxi e Berlusconi ha puntato Giovanni Iozzia, per il quale «il leader socialista era un uomo convintamente di sinistra, cosa che certo non si può dire del premier». Sacrosanta posizione condivisa anche da Giuseppe Barone, che non ha mancato altresì di evidenziare come «la vicenda umana e politica di Craxi sia stata pure il frutto di una sinistra italiana oltremodo dilaniata nel corso dei decenni». Neanche a dire che oggi, pur ridotta ai minimi termini, lo è ancor di più …

Per Fernando Gioviale, critico cinematografico e teatrale di grande profondità, capace di belle incursioni anche in campo politologico,  «in quegli anni occorreva garantire governabilità e modernizzazione, cosa che il leader socialista seppe sicuramente fare».

Massimiliano Perrotta ha infine sottolineato come il suo testo sia «un reale omaggio alla politica, che non è la radice di tutti i mali, ma qualcosa di assolutamente necessario nella nostra società». E lo sfascio attuale del Paese lo conferma pienamente.

Bettino Craxi a Berlino Ovest nel 1990

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple