Crisi economica e sport, fuori anche la Kawasaki?

Scritto da: il 30.12.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Dopo l’abbandono della Formula 1 da parte della Honda, sembrerebbe che la scuderia giapponese Kawasaki sia sul punto di lasciare il Motomondiale.

Altra prova, ma non se ne sentiva certo il bisogno, di come la crisi economica in atto stia stravolgendo l’immenso fenomeno mediatico detto sport. Attorno al quale ruotano le vite di milioni e milioni di persone, fra addetti ai lavori ed appassionati.

Insomma, la Formula 1 senza la Honda resisterà di certo, il mondo del rally senza Suzuki e Subaru anche. Ma il motociclismo senza la Kawasaki non sarebbe certo più lo stesso.

Speriamo proprio che il signor Yoshio Kawamura, presidente della Kawasaki Motor Racing, ci ripensi. Sarebbe un gesto di fiducia nella ripresa che al Giappone non farebbe male di sicuro.

  • http://www.studiovellini.it Toni Vellini

    Già la F1 andava verso un’unica direzione: i soldi (vedasi di come è cambiato il calendario delle gare in questi ultimissimi anni).
    non serviva aspettare l’ineluittabile ciclo negativo dell’economia globale per ripensare tutto il sistema che sta intorno alle gare automobilistiche.
    Non è affatto sicuro, che tutti gli investimenti promozionali e tecnologici nel campo dell’auto abbiano un sicuro ritorno per sponsor e scuderie .

  • http://www.studiovellini.it Toni Vellini

    Già la F1 andava verso un’unica direzione: i soldi (vedasi di come è cambiato il calendario delle gare in questi ultimissimi anni).
    non serviva aspettare l’ineluittabile ciclo negativo dell’economia globale per ripensare tutto il sistema che sta intorno alle gare automobilistiche.
    Non è affatto sicuro, che tutti gli investimenti promozionali e tecnologici nel campo dell’auto abbiano un sicuro ritorno per sponsor e scuderie .

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