Cuffaro, sentenza confermata: si aprono le porte del carcere

Scritto da: il 22.01.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Nonostante il procuratore generale avesse chiesto ieri uno sconto di pena, escludendo l’aggravante del favoreggiamento aggravato alla Mafia, i  giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Antonio Esposito, hanno appena confermato per Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, la condanna a sette anni di reclusione, appunto per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell’ambito del cosiddetto processo “talpe alla Dda”.

Cuffaro, nel 2008 eletto al Senato con l’Udc, è poi passato ai Popolari di Italia Domani che sostengono il governo. A questo punto, visto che la condanna definitiva comporta la decadenza da senatore, per il politico di Raffadali si aprono le porte del carcere. Una fine davvero ingloriosa per la carriera dell’ex potentisismo siciliano.

Salvatore Cuffaro

  • Tonivellini

    mi piacerebbe che se ne parlasse ancora, in questo blog. Tanto per affrontare la parte tecnica, il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammisibile, e non può dunque entrare nessuna modifica alla condanna comminatagli

  • http://thelorereport.blogdo.net Carlo Lo Re

    Ho l’impressione che tutto questo processo entrerà negli annali e sarà studiato … Stranissimo, ad esempio, che dopo un chiaro pronunciamento del procuratore generale, la Cassazione decida in una direzione assolutamente opposta … La mia impressione è che Cuffaro al Palazzaccio sia entrato Papa (ossia assolto) per uscirne cardinale (ossia condannato) l’indomani mattina … Del resto, in linea d’aria la Cappella Sistina è ad un 500 metri massimo se non di meno …
    Che cosa sia accaduto non lo si saprà mai, ma certo molti erano i segnali (ed i “rumor”) che lo davano per assolto …

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