Da “inflenza suina” a “nuova influenza”, l’Oms cerca di prevenire il crollo delle vendite della carne di maiale

Scritto da: il 29.04.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diramato una nota in cui dichiara più opportuno parlare del virus AH1N1 come di “nuova influenza” e non di “influenza suina”.

Accertato come la carne di maiale cotta non sia veicolo di contagio, l’Oms sta quindi – giustamente – tentando di scongiurare il crollo delle sue vendite.

La psicosi che prese il pianeta qualche anno fa ai tempi della cosiddetta “influenza aviaria” gettò sul lastrico tantissimi imprenditori del settore, anche in Italia. Stavolta sarebbe meglio prevenire un simile disatro, questo sì reale.

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