Danimarca, addio al petrolio. A meno che …

Scritto da: il 05.10.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Addio della Danimarca al petrolio e agli altri combustibili fossili? Copenhagen intenderebbe raggiungere entro il 2050 la piena indipendenza dai detestati idrocarburi. L’ambizioso obiettivo è stato delineato in un rapporto della Commissione governativa danese sul clima e i suoi mutamenti. «L’esecutivo che guido studierà con attenzione le raccomandazioni del rapporto e presenterà un percorso con una data per liberarci dai combustibili fossili. Un piano per una transizione come questa toccherà ogni settore della società e implicherà scelte molto difficili», ha dichiarato il primo ministro, il liberale Lars Løkke Rasmussen.

Al momento, la Danimarca produce già 3 mila megawatt eolici, in gran parte tramiti impianti offshore, che dovrebbero arrivare a 18 mila nei prossimi 40′anni. Ma come disincentivare l’energia prodotta da combustibili fossili? Semplice, le tasse relative dovrebbero crescere dalle attuale 5 corone danesi (più o meno 0.67 euro al cambio corrente) per gigajoule a 50 entro il 2030.

Ulteriori interventi previsti riguarderanno la costruzione di una capillare rete di punti di ricarica per auto elettriche (sarebbe la prima insieme a quella di Israele), il miglioramento del sistema di distribuzione dell’energia (tramite l’installazione nelle case dei cittadini danesi di contatori “intelligenti” di ultimissima generazione), il potenziamento della produzione di energia solare, geotermica e da biomasse.

Secondo il rapporto della commissione sul clima, l’impresa non è né impossibile, né particolarmente onerosa. La diminuzione dei costi per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, infatti, pare sia vicina. Questo, insieme alla prevedibile crescita dei prezzo del petrolio nel medio-lungo periodo, renderà «sorprendentemente limitato», recita lo studio danese, la spesa complessiva di una conversione dall’attuale modello produttivo ad uno scenario di sostenibilità energetica. Chiaro che anche il senso di responsabilità dei cittadini sarà necessario, essendo pure prevista la limitazione dei consumi come fattore essenziale per il raggiungimento dello scopo ultimo.

Ovviamente, ma il governo danese in merito mantiene il più stretto riserbo, tutto questo se le Nazioni Unite non daranno ragione a Copenhagen nella disputa diplomatica contro la Russia sulla territorialità del Polo Nord, con i suoi ingentissimi giacimenti petroliferi. Qualora, infatti, la sovranità sulla porzione di calotta attorno alla dorsale di Lomonosov dovesse essere attribuita alla Danimarca, il Regno scandinavo meridionale diverrebbe in potenza uno dei primi produttori al mondo di greggio, mettendo seriamente in crisi le sue attuali verdissime intenzioni …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple