Davos, che cos’è il World Economic Forum

Scritto da: il 30.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Come da definizione degli organizzatori, il World Economic Forum (Forum economico mondiale) di Davos è «un’organizzazione internazionale indipendente impegnata a migliorare lo stato del mondo». Fondato nel 1971 nell’omonima cittadina svizzera, il Forum ospita capi di Stato e di governo, ministri, leader politici, industriali, economisti, responsabili di organizzazioni non governative, giornalisti, esponenti sindacali, capi religiosi, accademici e scrittori.

Fra i temi che i presenti ai lavori abitualmente trattano vi sono quelli riguardanti la sicurezza internazionale, l’economia planetaria, la governance globale e le sempre nuove sfide aziendali.

Secondo i comunicati ufficiali, «il World Economic Forum di Davos è diventato il più importante momento di aggregazione economico, politico, intellettuale atto ad orientare le scelte globali della società, con lo scopo di render più facili le condizioni di vita nel mondo».

Organizzato quasi come una grande kermesse, durante i lavori «i membri, i costituenti ed i collaboratori hanno un’occasione unica [...] di influenzare i processi di sviluppo globale, proponendo obiettivi, idee, modelli, riguardo ai punti chiave dello sviluppo finanziario-commerciale del mondo intero».

Com’è facile intuire, non manca il dissenso alle politiche del Forum e negli anni i suoi lavori hanno avuto come triste corollario violenti scontri fra contestatori e forze di polizia.

Nei suoi quasi quarant’anni di vita, il World Economic Forum è cresciuto – sia come capacità organizzative, che come influenza – sino a divenire una importante ed assai potente forza di indirizzo dello sviluppo economico mondiale, nonché un centro di orientamento delle opzioni socio-economiche dei vari governi nazionali (e su questo punto le aspre critiche del movimento No Global sono certo condivisibili: grave è infatti che un governo si lasci condizionare nelle sue scelte strategiche da un gruppo di pressione, per quanto amplio e trasparente come quello di Davos).

Nel corso degli ultimi anni, il Forum ha senza dubbio avuto un peso determinante nell’anticipare le nuove tendenze economiche, sociali, politiche e culturali e nel delineare le strategie migliori per rendere accettabile il cambiamento all’opinione pubblica mondiale.

Fra i temi dibattuti nell’ultimo decennio troviamo questioni fondamentali per l’economia dell’intero pianeta (quali la leadership globale, la cooperazione globale e la megaconcorrenza, l’unione delle forze per la competizione globale, la ridefinizione delle basi dell’economia mondiale, le sfide dello sviluppo globale, la Globalizzazione sostenibile, le sviluppo delle comunicazioni, le priorità per il ventunesimo secolo e la gestione degli impatti della Globalizzazione), ma l’impressione complessiva che il Forum dà all’osservatore più smaliziato è comunque quella di un ciclopico tavolo informale assai distante dai bisogni concreti degli abitanti del mondo, un gruppo di pressione che dibatte, indirizza ed alfine decide sempre e comunque sopra la testa del cittadino.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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