Decrypting Totò

Scritto da: il 23.01.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

L’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, comunemente detto Totò, è da ieri pomeriggio rinchiuso nel penitenziario di Rebibbia. Deve scontare una condanna ormai definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di segreto istruttorio. Prima di costituirsi, si è fatto intervistare dalle tv sotto la sua abitazione romana. Proviamo a “decrittare” le sue parole.

Intanto Cuffaro è apparso, comprensibilmente,  assai teso. Ma non solo. Sotto l’apparente serenità, è apparso soprattutto spaventato, si potrebbe quasi dire terrorizzato (gli occhi rivelano ben più del viso in simili frangenti). Anche questo è comprensibile, per carità. Un uomo che non è mai stato in vita sua “ospite della regina”, per citare il noto modo di dire britannico, ha paura di finire in galera. Ma a mio avviso vi è dell’altro.

Le dichiarazioni di Cuffaro hanno tutte inteso sottolineare due aspetti precisi: da un lato il suo ruolo di (ormai ex) uomo delle Istituzioni e l’obbedienza assoluta alle medesime, anche in un frangente personale tanto doloroso, e dall’altro la sua fede (si veda il continuo richiamo alla Madonna).

Rispetto totale della Magistratura e della sentenza che lo ha condotto in carcere, quindi. A prima vista si potrebbe intendere la cosa come un semplice atto di umiltà. Ma in Sicilia vi è sempre un secondo livello di lettura delle parole dei potenti. I molteplici segnali distensivi lanciati da Cuffaro potrebbero quindi pure essere intesi quali precisi messaggi per tranquillizzare qualcuno. Come dire “state sereni, non parlerò mai”.

Che l’ex presidente siciliano abbia un possente bagaglio di conoscenze ed informazioni sulla Mafia ed il malaffare politico nell’Isola è cosa pacifica. È quindi comprensibile che qualcuno possa anche temere sue eventuali rivelazioni. Come è altrettanto comprensibile che Cuffaro intenda tranquillizzare questo qualcuno. Forse ha paura di ritorsioni? Ha paura financo di morire? Tutto è possibile nell’odierna palude politica siciliana.

Quanto ai continui rimandi religiosi, solo chi non è siciliano può realmente credere che Cuffaro quando dice di affidarsi alla Madonna stia realmente cercando la protezione divina. Ovviamente, chi sia nella Realtà la persona che l’ex inquilino di Palazzo d’Orléans indica come “Madonna” non è dato sapere. Ma le probabilità che si tratti davvero della Madre di Cristo sembrano bassine …

Salvatore Cuffaro

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