Di Pietro dixit: «Informare, resistere, preparare l’alternativa». Spunti da un incontro catanese

Scritto da: il 28.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Da Catania Antonio Di Pietro le canta chiare a tutti, in primo luogo al Partito Democratico.
Invitato questa mattina alle Ciminiere al convegno-dibattito “La crisi politico-economica e le ricadute sull’occupazione nella provincia di Catania”, il leader dell’Italia del Valori ha interloquito in maniera molto diretta con i catanesi ed ha espresso tutta una serie di concetti abbastanza duri anche sugli alleati.

Su Berlusconi e la nascita del Pdl Di Pietro ha le idee oltremodo chiare e parla di «una deriva fascistoide che sta arrivando» e di «un problema drammatico di democrazia» nel nostro Paese. «Perché se il fascismo usava l’olio di ricino, i suoi eredi di oggi hanno le veline per addormentare i cervelli della gente».

Ma l’ex pm non è certo tenero nemmeno con i suoi alleati democratici. «Nel Pd – ha dichiarato – stanno aspettando i risultati delle elezioni europee di giugno per vedere se prendiamo un voto in più noi dell’Italia dei Valori o l’Udc. Perché per loro allearsi con gli uni o con gli altri è lo stesso».

Quanto al da farsi, Di Pietro non ha dubbi: nel breve periodo occorre informare e resistere, nel medio termine occorre preparare una alternativa di governo. In ogni caso, ha orgogliosamente sottolineato come «l’Idv non sia assimilabile alla vecchia democristiana maniera di fare politica». E proprio per questo motivo la sua formazione sarebbe vista con diffidenza anche da chi si oppone a Berlusconi.

«Nel frattempo che si lavora per costruire una futura maggioranza alternativa – ha concluso Di Pietro – che almeno si riesca oggi ad organizzare una minoranza interdittiva, ossia 1/3 del Parlamento che si coalizza per impedire scelleratezze, tipo una eventuale modifica unilaterale della Costituzione».

Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple