Dubai, nessun intervento del governo per sostenere la holding di Stato, il problema è tutto degli investitori

Scritto da: il 30.11.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La crisi finanziaria della Dubai World, la holding finanziaria dell’Emirato del Dubai, anche oggi ha pesato sui mercati internazionali, soprattutto a seguito dell’annuncio di Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai, che il governo non intende garantire i debiti di Dubai World e che i suoi tanti creditori, soprattutto esteri, saranno costretti «a breve termine» a patire le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata.

«I creditori – ha spiegato al-Saleh in televisione – dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie». «Non è corretto pensare – ha aggiunto – che la Dubai World faccia parte del governo, di Dubai che è si proprietario della compagnia, ma non la garantisce».

La Dubai World, ha precisato il dg, «fa accordi con tutti gli investitori su tale base ed i suoi prestiti riguardano i progetti e non le garanzie del governo».

In ogni caso, secondo al-Saleh la reazione dei mercati, anche di quelli interni, ossia le Borse di Dubai e Abu Dhabi, è stata esagerata. «La ristrutturazione del debito – ha proseguito – è una decisione che nel lungo periodo è nell’interesse di tutti, anche se posso capire come nel breve periodo possa infastidire i creditori».

Tale ristrutturazione dovrebbe riguardare 5.7 miliardi di debiti, con scadenza prima del prossimo maggio. La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha assicurato che fornirà liquidità extra al sistema bancario, ma al-Saleh dubita comunque che ce ne sia realmente bisogno («Penso che le banche a questo stadio non abbiamo bisogno di liquidità extra da parte della banca centrale», ha affermato con una sicurezza certamente degna di miglior causa).

Intanto le borse degli Eau sono in picchiata, con chiusure davvero in profondo rosso. Il listino di Dubai oggi ha perso il 7.3%, con tutti i gruppi bancari ed edilizi in rotta. Accora peggio l’andamento della Borsa di Abu Dhabi, la capitale dell’Unione, nonché sede della sua Banca Centrale, che ha fatto registrare un -8.3%.

Prima dello sconquasso di mercoledì e giovedì scorsi, la Borsa di Dubai aveva avuto un ottimo 2009, con un rialzo complessivo del 28% dal primo di gennaio, ma a questo punto parlare di una buona performance annuale non ha più senso alcuno, tanto sono nere le nubi sull’Emirato.

Per inciso, il tirarsi fuori dalla mischia del governo di Dubai è un pessimo segnale per chi sperava che addirittura la capitale dell’Unione, Abu Dhabi, intervenisse facendo appianare i debiti dalla Banca Centrale. Pare evidente con le cose non andranno così. Affatto.

Vista notturna di Dubai

Vista notturna di Dubai

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