E per ultimo votò Kant

Scritto da: il 05.03.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

L’ultimo seggio della Federazione a chiudere è stato a Kaliningrad, exclave russa tra Polonia e Lituania, un tempo territorio prussiano noto con il glorioso nome di Königsberg, città natale di Immanuel Kant. Ma l’impressione generale che si ha di queste elezioni presidenziali è che nessun voto, come pure la somma di tutti, avrebbe potuto cambiare un risultato finale scritto da tempo. Vladmir Putin, ex spia del Kgb, è di nuovo presidente del grande Paese che comanda di fatto senza soluzione di continuità dall’agosto del 1999.

La percentuale avuta in sé non è altisisma: 63.75% dei voti con un’affluenza del 65.3% su un totale di 110 milioni di aventi diritto. Nel 2004 Putin aveva conquistato il 71.3% dei voti, quindi i suoi consensi sono in calo. Nessun competitor è però riuscito a fare più dell’ordinaria amministrazione. Il candidato comunista Ghennadi Zyganov è arrivato secondo con il 17.1%. Terzo posto per il miliardario Mikhail Prokhorov al (6.9%), giunto davanti all’ultranazionalista Vladimir Zhirinovski (6.7%).

I brogli da più parti paventati magari ci saranno stati davvero. Ma l’opposizione allo “zar” fin qui è stata troppo frammentata e – tranne Zyganov -  palesemente inadeguata per poterlo minimamente impensierire. Vediamo a questo punto come proseguirà la protesta di piazza, ma è ovvio che la Russia non è l’Egitto. E Putin non è Mubarak.

Vladmir Putin

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