Elezioni in Uk: Nick Clegg da astro nascente a meteora

Scritto da: il 08.05.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Davvero impietosi per i liberaldemocratici i risultati delle elezioni britanniche svoltesi giovedì appena divulgati ufficialmente. Una Waterloo su tutta la linea per il leader Nick Clegg, vicepremier del governo di David Cameron, che ha visto il suo partito tracollare nelle consultazioni per il rinnovo dei governi locali in Galles, Irlanda del Nord e Scozia, ma anche nelle amministrative che si tenevano in numerosi importanti centri del Regno. Inoltre, cosa ben più grave, i Lib-Dem hanno perso il referendum sul sistema elettorale, un referendum da loro fortissimamente voluto.

E così Clegg, vera e propria star mediatica della campagna elettorale per la general election dell’anno scorso, è passato in poche ore da astro nascente della politica britannica a meteora già velocemente passata, tanto che dentro il partito già si parla apertamente di successione.

Addirittura, in Scozia, i Lib-Dem sono crollati al 15%, favorendo il trionfo dello Scottish National Party di Alex Salmond, che ora vorrebbe un referendum sull’indipendenza da Londra. Una scissione del Regno a questo punto non è più ipotesi fantapolitica. Cameron, per inciso, ha subito chiarito che il governo centrale non si opporrebbe alla consultazione.

Vi saranno ora ripercussioni sull’esecutivo a Londra? Non è semplice dirlo. Il Labour Party, che rispetto all’anno scorso ha incrementato i suoi consensi, ha chiesto ai Lib-Dem di rompere l’alleanza con i conservatori, ma difficilmente ciò accadrà. La “strana coppia” Cameron-Clegg per il momento con buona probabilità proseguirà il suo cammino comune, più che altro per mancanza di alternative.

Quanto al referendum sul sistema elettorale, di fronte alla possibilità di modificarlo, tramutando il vecchio maggioritario uninominale in proporzionale, quasi il 70% dell’elettorato ha detto no. I britannici vogliono, com’è sempre stato nella loro storia, il bipartitismo, con un governo ed una opposizione nettamente identificabili. Va da sé che battersi per avere una specifica consultazione e perderla è davvero particolarmente grave e dà il segno dello scollamento di Clegg dal Paese, dalla gente. Francamente, non sembrava.

Nick Clegg
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