Fallimento SkyEurope, appello di ConfConsumatori alla Farnesina per far rientrare i nostri connazionali

Scritto da: il 01.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

In seguito al fallimento della compagnia aerea SkyEurope e al conseguente annullamento di tutti i suoi voli, molti cittadini italiani sono rimasti a Bratislava, in Slovacchia, e non sanno come rientrare. L’unica assistenza che stanno ricevendo è fornita dall’Ambasciata italiana. Per tali motivi riteniamo che questa modalità di assistenza debba essere ampliata nell’immediatezza con un intervento decisivo e risolutore da parte del Ministero degli Esteri, al quale chiediamo di predisporre tutte le modalità organizzative che consentano il rientro in Italia dei nostri connazionali.

Comprendiamo benissimo come non vi sia una specifica disciplina di settore che preveda un intervento di tale tipo, ma l’eccezionalità dell’evento e la sua gravità costituiscono dei presupposti fondamentali affinché intervenga l’unico soggetto che, in questo momento, può garantire il pronto rientro in Italia dei passeggeri.

Altra questione è quella relativa al rimborso del prezzo del biglietto e alla compensazione pecuniaria che spettano ai passeggeri, per le quali bisognerà verificare gli esiti della procedura fallimentare.

Come ha dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia e rappresentante del C.n.c.u. nel Comitato Tutela Diritti del Passeggero presso l’Enac, «dalle prime notizie sembrerebbe che il fulmine a ciel sereno non è stato tale, in quanto lo stato di decozione della compagnia aerea era già noto sin dal mese di giugno. Se ciò sarà confermato risulta assai grave il silenzio che sino ad oggi ha coperto tale situazione. In tal modo, infatti, sono stati arrecati ulteriori danni ai passeggeri che, se avvisati, avrebbero certamente potuto conoscere per tempo i rischi e i disservizi a cui andavano in contro e premunirsi adeguatamente».

Per l’avvocato Toni Vellini, noto fiscalista catanese, da ieri bloccato insieme a centinaia di altri connazionali nello scalo della capitale slovacca, «quel che sta accadendo a tutti noi è l’ennesima riprova che urge una normativa comunitaria che tuteli al massimo il consumatore soprattutto in casi come quello che stiamo vivendo qui a Bratislava. Anche perché, sia chiaro, una compagnia aerea non fallisce dall’oggi al domani. Per evitare il caos basterebbe non farle emettere biglietti che vadano temporalmente oltre le sue effettive possibilità di essere operativa».

Vellini sottolinea soprattutto l’importanza della prevenzione di simili pesanti disguidi. «Non si tratta tanto dei giusti rimborsi che occorre dare ai passeggeri – ha evidenziato il fiscalista – ma anche e soprattutto di pensare a degli automatismi che in caso di crac di una compagnia aerea limitino il disagio dei viaggiatori a poche ore».

«L’optimum – ha concluso Vellini – sarebbe la creazione di uno speciale fondo internazionale, che potrebbe essere dato in gestione all’Icao (International Civil Aviation Administration, ndr) o ad un grosso ente internazionale di rappresentanza delle agenzie turistiche, in maniera da soccorrere in tempo reale i i viaggiatori incappati in un volo proprio il giorno del crac della compagnia dalla quale avevano acquistato il biglietto».

Una piazza di Bratislava

Una piazza di Bratislava

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