Fini per ora vince la guerra mediatica, ma su che numeri può contare al voto?

Scritto da: il 08.11.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il discorso di Gianfranco Fini alla convention perugina di Futuro e Libertà, oggettivamente, è stato un buon discorso. Chiaro, di cesura totale, radicalmente ostile al premier Silvio Berlusconi, del quale sono state chieste le dimissioni, propositivo nei confronti degli eventuali futuri alleati. Dopo mesi e mesi di battaglie di logoramento, quindi, il leader della formazione ex nazionalista è passato in vantaggio nella guerra mediatica contro il premier. Il che, bisogna dargliene atto, non è cosa da poco, essendo arcinoto lo strapotere di Berlusconi in campo televisivo e giornalistico in generale. Ora il “pallino” lo hanno altri. Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, innanzitutto. Ma anche Pier Ferdinando Casino e Pierluigi Bersani, cui Fini ha teso una mano che entrambi tentennano a stringere. E dire che la strategia riformista del presidente della Camera dovrebbe essere un invito a nozze per Bersani. Ed invece nulla. Solo freddezza. Davvero Berlusconi può sempre contare sul Pd, non c’è che dire …

A questo punto, Lega Nord e Pdl, che hanno solo perso tempo decidendo in estate di non andare a votare il prima possibile, possono solo tentare di “decapitare” la formazione di Fini andando alle urne subito. Perché è chiaro che se Fli avrà il tempo di organizzarsi seriamente e di strutturarsi sul territorio potrà dire la sua, a tutto detrimento degli ex alleati. Anche se una “conta” globale dei consensi non è detto che debba per forza premiare Fini. Quali alleanze sono infatti possibili per gli ex di An? Che rassemblement può sorgere attorno a (o anche soltanto con) un ex missino che da anni corre verso un centro che sembra spostarsi sempre più a sinistra man mano che vi si avvicina?

Insomma, non è da escludersi che le urne, di cui un po’ tutti in questi giorni stanno mostrando di aver paura, finiscano con il non premiare poi più di tanto Fini. Meglio quindi che (per ora) si accontenti della buona vittoria di Perugia. Continuando a tessere la sua tela ultrariformista.

Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani

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