Davvero assai interessante il lungo articolo di analisi (Can Italy’s Neo-Fascist Change His Stripes?) che ieri Frederika Randall ha pubblicato sul prestigioso settimanale liberal statunitense The Nation (fondato nel lontano 1865) a riguardo della politica italiana in generale e di Gianfranco Fini in particolare, definito senza mezzi termini, «one of those enigmas that make Italian politics inscrutable to all but Italians» («uno degli enigmi che rendono imprerscrutabile la politica italiana se non si è italiani».
La Randall conclude il suo pezzo, nel quale ne ha per tutti, parafrasando da par suo la celebre domanda di Stalin sul Papa: «How many divisions does Fini command?» Prima o poi, dovrà pure farcelo sapere (Fini, ovviamente, non la Randall) …

Gianfranco Fini
























Carlo Lo Re è un giornalista e saggista catanese (per avere un'idea dei suoi noiosissimi lavori, cliccate il suo sito "serio" linkato da qualche parte qui nel blog ...). Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento più agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.
2 Comments
Carlo mi pare un pò azzardato il paragone tra Fini ed il Papa
Scherzi a parte credo che la maggioranza delle sue divisioni abbiano da tempo scelto altri generali ed a me che per natura sono un po ingenuo, l’atteggiamento di Fini mi pare coerente con il ruolo che la terza carica dello stato dovrebbe avere.
Vecchia scuola politica quella della prima repubblica per intenderci, dove si alternavano presidenti di camera e senato ad ogni legislatura e dove questi ultimi normalmente, dimostravano tutta la loro imparzialità, assumendo quasi sempre comportamenti più severi con le proprie coalizioni (Nilde Iotti docet).
Schifani ovviamente non viene da quella realtà politica ma da un’esperienza come professionista ed imprenditore con compagnie poco raccomandabili da quanto risulta …
Certo, il Fini è di discreta levatura, essendo pur sempre un ex missino. Pci ed Msi, del resto, sono state grandi scuole politiche per decenni in Italia.
Eppure di errori ne ha fatti e ne sta facendo tanti. Lo prova il suo attuale isolamento. I miei ragionamenti sulla sua voglia di mettere su un partito riformista discendono da queste constatazioni più che altro.