Finlandia atomica, un costo esagerato

Scritto da: il 21.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Alla fine di una estenuante serie di calcoli il responso sancisce che è impossibile prevedere il costo finale del reattore nucleare di Olkiluoto, in Finlandia. Lo ammettono fra non pochi imbarazzi i vertici di Areva, la società statale francese che lo sta realizzando e che si sta vedendo decurtare pesantemente i profitti dagli altissimi costi che l’opera sta man mano richiedendo. Tanto che l’Areva minaccia a questo punto di fermare i lavori se il committente, ossia il governo finlandese, non si farà carico di parte dei costi extra.

Continuano quindi i gravi problemi finanziari di quello che dovrebbe essere il primo reattore nucleare di tipo Epr al mondo, quello che il colosso nucleare Areva sta appunto realizzando a Olkiluoto, in Finlandia. La società, si legge sul Financial Times, nella sola prima metà del 2009 ha sborsato ben 550 milioni di euro extra per Olkiluoto3 (questo il nome del reattore), portando così a 2.6 miliardi di euro la spesa fuori budget per l’impianto finnico ed ottenendo come risultato un “sanguinante” meno 97% nei suoi profitti operativi ed un meno 79% in quelli netti.

Ma ricostruiamo un po’ la vicenda ab initio. Quando il cantiere fu inaugurato, nel 2005, la data prevista per la consegna al committente era il 2009 ed il preventivo presentato al Parlamento finlandese era di 2.5 miliardi di euro, che alla firma del contratto erano però già saliti a 3.2.

Da allora sono passati 4 anni di imprevisti, errori di costruzione, difetti vari, violazioni delle misure di sicurezza, tanto che i lavori hanno accumulato di 3 anni e la spesa inizialmente prevista è quasi raddoppiata, lievitando a (almeno per ora) 5.3 miliardi di euro.

Ma la cosa grave che ora è sotto gli occhi di tutti, ammessa anche dall’ad di Areva, Anne Lauvergnon alla recente presentazione del bilancio 2008 della società, è che, come si diceva all’inizio, non è possibile prevedere il costo finale del reattore. Nè, inaudito per i finlandesi, quanto tempo ci vorrà per finirlo.

Dichiarazione che stanno gettando nel panico il committente finnico, l’utility Tvo, cui Olkiluoto3 era stato presentato anni fa come un classico progetto “chiavi in mano” e a prezzo fisso.

Ora, non soltanto Tvo si ritrova danneggiata dal ritardo di oltre 3 anni (“accidente” per il quale ha già chiesto un congruo risarcimento), ma deve anche sentirsi accusare da Areva d’essere in qualche modo corresponsabile della situazione venutasi a creare. Tanto che l’azienda francese, insieme al suo partner tedesco Siemens, ora vorrebbe che Tvo contribuisse alle spese così mostruosamente cresciute pagando un miliardo di euro in più. In alternativa, i francesi minacciano di bloccare i lavori.

Com’è evidente, il costo di tale ingarbugliata sitiazione sarà pagato dai contribuenti, sia finlandesi, che lo sconteranno sulle future bollette, che francesi, proprietari del 91% di Areva.

La vicenda dovrebbe far riflettere anche in Italia su quanto in effetti costi l’energia atomica. A febbraio, come si sa, è stato firmato un “memorandum of understanding” tra l’Enel e la francese Edf per la costruzione di 4 reattori Epr, ossia dello stesso tipo di Olkiluoto3.  Reattori che sarebbero con buona probabilità costruiti proprio in partnership con l’Areva, che in Finlandia non pare proprio star dimostrando il massimo dell’affidabilità. Qualche dubbio sull’operazione credo che anche il “nuclearista” più convinto dovrebbe farselo venire.

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