Geopolitica dell’immediato

Scritto da: il 19.12.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Secondo alcuni esperti di vicende internazionali il futuro del mondo si giocherebbe nel Mediterraneo, soprattutto dopo la stagione delle cosiddette “Primavere arabe”, le rapide rivoluzioni che hanno abbattuto i regimi autoritari ancora al potere appena un anno fa in una vasta area del Maghreb e del Medio Oriente. Tale tesi sarebbe condivisibile qualora si desse per certo il destino “qaedista” di Tunisia, Egitto e Libia (altrove i “giochi” sono lungi dall’essere chiusi e quindi è meglio tenere per ora fuori dai nostri ragionamenti Yemen, Bahrein e soprattutto Siria). Un fenomeno come al-Qaeda è infatti così devastante per gli equilibri globali che la sua affermazione nel Mediterraneo trasformerebbe il Mare Nostrum nello scenario geopolitico più delicato del pianeta, anche più del Centro Asia atomico.

Fortunatamente però, nonostante la sostituzione avvenuta di regimi dittatoriali sì ma laici e “socialisteggianti” con democrazie a governo islamico, ancora non è detta l’ultima parola sul futuro di medio termine dei Paesi “liberati”. Sarà un futuro islamista oltre che islamico? E lo sarà in maniera radicale? Le differenze e le sfumature sono sempre da valutare con attenzione in questi casi. I partiti islamici che hanno appena vinto le elezioni potrebbero anche rivelarsi più simili alla nostra vecchia Democrazia Cristiana che al modello talebano. Vero è che in Tunisia e Libia già di parla apertamente di introduzione della sharia, ma la tendenza potrebbe anche rientrare. Ipotesi non solidissima, ma nemmeno da scartare a priori.

Nel frattempo, nonostante l’estrema attenzione mediatica sulla situazione mediterranea, nell’immediato il baricentro del mondo è ancora saldamente il Nord del pianeta. Un libro recente, 2050 di Laurence Smith (Einaudi) fornisce dati spietati sulla supremazia economica della zona artica. Che addirittura aumenterà nei prossimi 40’anni, relegando l’area sudeuropea e nordafricana ad un ruolo di marginalità e povertà.

Magari verrà un giorno in cui il peso del Mediterraneo nel mondo tornerà centrale per la sua economia e non per la sua violenza a rischio sistemico. Ma sarà in un futuro davvero assai remoto. Nel presente in merito vi è solo tanta vuota retorica.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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